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provincia di isernia provincia di isernia
La complessità della storia ha attraversato questa splendida terra con i lasciti di varie civiltà.
Dal periodo longobardo, durato due secoli, emergono per splendore le vestigia di quella che fu la grande abbazia di S. Vincenzo, importante centro culturale che sorgeva, con le sue otto chiese decorate con affreschi e mosaici, nella quiete della valle del Volturno: un tremendo massacro, ad opera dei saraceni, pose fine alla vita operosa di circa mille monaci.
Alla distruzione sopravvisse la cappella cripta dell’abate Epifanio, tangibile e raffinata testimonianza della lunga presenza dei Benedettini in terra molisana (703-1450).
Dal secolo XIII la storia di questa terra si fonde con quella del Regno di Napoli: la fierezza di questo popolo antico contribuì alla grande onda di libertà portata dai moti del 1799, ma non è stata mai dimentica della frugale religiosità, propria di luoghi che hanno dato i natali a Pietro Angeleri da Morrone, nato ad Isernia e divenuto papa Celestino V.
Le valli, i monti e le colline del paesaggio molisano si sono arricchite, grazie all’opera dei Benedettini, di torri e castelli divenuti punti nodali del sistema difensivo del territorio monastico: i borghi fortificati, sorti nel tempo, configuravano il suggestivo patrimonio architettonico della valle del Volturno.
Dall’alto medioevo fino ad un inoltrato settecento molte furono le cinte murarie, le rocche ed i castelli che ebbero ampliamenti e migliorie, contribuendo così ad arricchire artisticamente la zona.

Isernia e la sua provincia offrono la possibilità di un viaggio romantico e spettacolare fra i resti di un glorioso passato e il verde volto di una natura rigogliosa. Un ideale percorso immerso nel verde, impregnato di storia e di tradizioni, tra resti di antiche civiltà e vivide tradizioni popolari è quello che si può compiere in questo angolo di Molise, partendo dall’antica cittadina di Venafro. Centro abitato di fascino indiscusso, dotato di meraviglie neoclassiche, è considerato la porta del Molise. Posta lungo il percorso che conduceva verso l’entroterra del Sannio, la cittadina ha un centro storico impreziosito dal Castello Pandone, dove si può ammirare una splendida teoria di cavalli a grandezza naturale affrescati nel Cinquecento.

Entrando da questa “porta ideale”si giunge fino al secondo capoluogo del Molise, Isernia.
La città, di origine sannita, porta ancora i segni sia di quest’epoca che di quella romana.
Oltre a ciò, essa rappresenta un vero e proprio tuffo nell’arte neoclassica.
Si può percorrere un cammino ideale partendo dalla cattedrale dedicata a San Pietro Apostolo, la cui facciata ha un forte sapore classico con il porticato di colonne ioniche e il timpano triangolare.
Sulla piazza Trento e Trieste si trova il Palazzo Laurelli, ricostruito in stile neoclassico sul sito dell’antico palazzo baronale e caratterizzato dall’impianto a ferro di cavallo.
Lo stile neoclassico domina in molti edifici di Isernia, regalando alla città un fascino del tutto particolare. Fascino che permea tutta la zona, passando per i piccoli borghi vicinissimi al capoluogo come Pesche, arroccato sulle pendici del Monte San Marco e dal grande valore naturalistico, infatti a ridosso dell’abitato si estende una riserva naturale, istituita nel 1982.
Scendendo a valle l’atmosfera è fatta da antichi borghi, botteghe di ancestrali mestieri e i tratturi, dove, due volte l’anno, passavano i pastori con le loro greggi.
Attraverso un sentiero solitario si arriva a Pietrabbondante, dove le case sorgono alla base delle morge (i roccioni) del Monte Saraceno. Da ammirare sulla valle del Trigno, a mille metri d’altitudine, il più importante complesso monumentale dell’antico popolo sannita, comprendente possenti mura, due templi, botteghe, porticati e il teatro, con 2500 posti a sedere.
Raggiungendo la statale si arriva ad Agnone, la città delle campane. Infatti, da visitare è proprio la Fonderia Marinelli, che opera da sette secoli insieme al Museo Storico della Campana, con esemplari dall’anno mille ai giorni nostri.
Ad Agnone si svolge la notte di Natale la ‘ndocciata, una spettacolare processione con enormi torce, preparate con grossi rami d’abete alti 5 o 6 metri, che prende il via al rintocco delle campane della chiesa. Le ‘ndocce infuocate sono portate nella piazza principale e qui si consumano lentamente, memori di una tradizione secolare.

La Provincia di Isernia, nata nel 1970, è la seconda provincia del Molise dopo quella di Campobasso. Comprende 52 comuni.
Lo stemma della Provincia è costituito dall'unione, in uno scudo turrito, degli stemmi delle sue quattro maggiori città: Isernia, Agnone, Frosolone e Venafro

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