“non solo dita” !


traduzione dell’articolo “It isn’t all in the fingers” 

di Paul Warren, direttore della national Youth Pipe Band of Scotland, indirizzato ai giovani piper.

Pubblicato sul n° 21 di Piping Today
(al 3.12.06 : 65 letture)

Avere buone dita è un bel vantaggio, ma un piper con buone dita e’ però solo a metà strada.

Il nostro strumento e’ infatti la Great Highland Bagpipe e quello che conta, alla fine, è il suono che riusciamo ad ottenere con lo strumento.
Una buona abilità con le dita e’ solo una delle componenti.

Un altro tassello  fondamentale e’ far si che lo strumento suoni bene.
Ciò non significa affatto essere bravi ad eseguire bene un brano, ma anche essere bravi  a mantenere lo strumento in efficienza e a manutenerlo tra un’esecuzione e l’altra.
Le uniche persone che si faranno strada quando si suona una cornamusa non messa bene a punto sono quelle che fossero sfortunatamente li’ intorno -ma solo per scappare via!

Se un pianista entra in una sala mai vista prima, magari  in un paese diverso, con un clima diverso e li’ trova un piano ci sono comunque ottime probabilità che quello strumento sia accordato e abbia un bel suono, tutto sommato  vicinissimo al suono del piano che quel pianista suona ogni giorno a casa propria.
La cornamusa non e’ per niente uno strumento di questo tipo.

Un piper deve imparare molte cose e sviluppare un’abilità personale riguardo tutto ciò che ha a che fare con l’impostazione, la manutenzione e la gestione del proprio strumento.

Dovete sentirvi a vostro agio quando imbracciate la vostra cornamusa e dovete avere la massima regolarità di soffio.

Sappiamo bene quanto sia importante avere uno strumento ben accordato per avere un buon risultato sonoro, ma non possiamo pensare di accordare se non abbiamo un soffio regolare e non possiamo  sperare di  mantenere un soffio regolare se lo strumento non e’ in buone condizione e ben curato.

Tutti questi fattori sono tra loro interconessi.

Ho visto molti giovani piper iniziare a suonare con strumenti ben proporzionati, con una sacca e un blowpipe delle dimensioni a loro più adatte.
Con il tempo, quei giovani crescono e il blowstick diventa troppo corto, la sacca troppo piccola e quei ragazzi finiscono per suonare quasi piegati in due sullo strumento.
Non sono in una posizione comoda, e quando non si sta comodi non si può suonare bene.

Un punto di partenza e’ quindi quello di assicurarsi che sia lo strumento che il suonatore siano  nelle condizioni ideali e che il suonatore assuma una posizione sciolta, comoda e naturale mentre suona. In quest’ottica è utilissimo guardarsi in uno specchio quando state suonando.
Se vi sembra di avere una posturae strana, c’è qualcosa che non va. Correggete la vostra postura o, nel lungo termine, potreste addirittura finire per  avere bisogno di fisioterapia.

Se fate parte di una buona banda, presto imparerete a fare un buon strike-in, a raggiungere una buona forma fisica che vi consentirà di suonare a lungo, ad eseguire cut-off secchi e precisi e, più in generale, ad aquisire maggiore confidenza con la vostra cornamusa.

Entare in una buona banda è uno dei migliori consigli che io possa dare.
Vi aiuterà molto a sentire la cornamusa quasi come un’estensione del vostro corpo.

Per raggiungere questa confidenza vi potrebbe essere di grande aiuto far pratica regolarmente di fronte a uno specchio.
Tra l’altro la pratica regolare sulla cornamusa  e’ un fattore determinante per aquisire la resistenza necessaria .

Ai piper della mia banda dico sempre che dovrebbero suonare la cornamusa per almeno 15 minuti ogni giorno.
La costanza  è il fattore principale: cinque minuti ogni giorno sono molto meglio di un ora alla settimana.
Una pratica regolare aiuta molto anche a mantenere lo strumento nelle migliori condizioni di umidità  e, più in generale, di buon funzionamento.

Dovete anche concentrarvi per individuare il vostro livello di pressione .
Quando un principiante passa dal chanter allo strumento di solito suona un ‘ancia molto debole. Questo è fondamentale per aquisire la necessaria confidenza con tutte le altre cose da mettere a fuoco mentre si sta suonando un’ancia particolarmente confortevole.

E’ buona norma dare a un principiante un’ancia di adeguata durezza non appena possibile.
Non un’ancia eccessivamente dura, si badi, ma che abbia quel minimo di forza necessario per ottenere un buon suono e un buon timbro.

Il trucco sta nel sostituire spesso ogni ancia con un’altra un pochino più  dura, in modo da avere sempre la capacità di suonare lo strumento ma di farlo sempre nella parte alta  del proprio intervallo di possibilità.
Non appena ci si abitua a quell’ancia, scegliete la prossima, quella che offre un pochino di resistenza in piu’.

Il prossimo passo è quello di poter produrre un buon suono e di mantenerlo stabile.
In questo, nulla è di maggior aiuto di una buona banda.
In una banda dovete necessariamente imparare a suonare per periodi sempre più lunghi e a mantenere per tutto il tempo un suono stabile.

Per avere un suono stabile il trucco principale consiste nel mantenere sull’ancia un flusso d’aria a pressione quanto più costante possibile dalla prima all’ultima nota.
Ciò significa avere quella determinata pressione già allo strike-in, e di mantenerla per tutta la durata dell’esecuzione.
Un buon test e’ quello di suonare una singola nota e di mantenere ben fissi tono e volume per un bel po’.
Fate anche attenzione a tutte le note lunghe nei pezzi che suonate.
Fate attenzione a voi stessi, ascoltatevi quando suonate.
Un accordatore elettronico per i drone puo’ essere d’aiuto per controllare le vostre capacità.
Di grande aiuto e’ anche ascoltare registrazioni delle proprie esecuzioni.
Potete anche ricorrere a speciali manometri per bordoni, come quelli che di recente sono stati lanciati sul mercato.

Una volta che avrete afferrato questi concetti e li avrete fatti vostri sarete in grado di accorgervi immediatamente se il vostro soffio sta diventando irregolare.

Ho notato che molti non hanno un buon controllo di braccio della pressione e suonando lo muovono eccessivamente.
Un buon controllo di braccio e una pressione quanto più costante possibile aiutano molto per ottenere un suono stabile.

Un altro fatto molto importante è educare l’orecchio ascoltando e guardando buoni piper suonare: cercate di concentrarvi anche sul suono, non solo sulle dita.

In questo articolo ho parlato di molte cose diverse e distinte che però, credetemi, finiranno per diventare una cosa sola se suonate e vi esercitate regolarmente

Mario Tomasone
Author: Mario Tomasone

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