tecnicamente parlando

speriamo bene !

Anche alla vigilia del Gathering è emersa una difficolta che viene spesso incontrata qui da noi.

Sono stati proposti dei livelli di abilità per formare dei gruppi di studio ma la stragrande maggioranza non ci si riconosce. E il motivo c’è.
Sono veramente rari i casi in cui si è di fronte a un suonatore che, lentamente e utilizzando solo le tecniche che padroneggia, esegue semplici brani su uno strumento accordato.

Lo sviluppo di questa specie, al momento incapacitata a riprodursi a causa del numero ridottissimo dei suoi individui e dell’isolamento geografico a cui sono sottoposti, sarà un evento che potrà davvero cambiare il volto del piping in Italia.

Perché? perché rappresenta la biforcazione che porta da un lato al piping “Vai Dopo” – uso la terminologia coniata dal “Paiper ov Distinscion” – e dall’altro alla musica per cornamusa.

tipo n.1)
Può decidere di non studiare affatto, muovere le dita a caso, soffiare a caso, accordare a caso.
E’ il vai dopo estremo, no-limits.
Credo che di fronte a questi casi la legge preveda la legittima difesa in caso di linciaggio del campione. va bien.

Un passo avanti.

tipo n.2)Ha poco tempo e poca voglia. Si salva la coscienza con qualche stage BIG, una capatina al gathering, dichiara pubblicamente che “sarà bravo, sarà buono” ma non appena torna al sicuro nel suo microhabitat va dopissimo e se ne frega.
Birbone, e un po’ disonesto, non vale troppo la pena di perdercisi dietro.

Andiamo avanti ancora.

tipo n.3)Ha poco tempo ma ha voglia. Purtroppo non è aiutato dalle mani o da una musicalità raffinata. Si impegna, si confronta continuamente con brani che sperava alla sua portata ma sente che il risultato non è quello cercato. Non aderisce al piping “vai dopo” ma nella sostanza ci si trova dentro.
Qui cambia di molto la faccenda. Qui entrano in ballo la nostra comunità (ML, forum, gathering, BIG, API e quant’altro) e l’insegnante, qui si può e si deve cominciare a parlare di MUSICA.
Occorre spiegare a questi piper che la loro voglia, anziché consumarla facendola sbattere contro i problemi tecnici, può essere soddisfatta da un approccio più semplice, più melodico, più personalizzato.

Guardiamoci dentro e chiediamoci se non sia questo il nodo di tutto il nostro travaglio piperesco. E se è così, pensiamo bene se non sia il caso di tirare un sospiro e, il giorno dopo, dedicare il nostro tempo di studio a rivalutare, ad esempio, la regolarità del soffio, o se le dita coprono davvero i fori, se siamo in grado di giungere ad una accordatura decorosa…

Sono le basi che fanno la differenza.

Proviamo a salire un altro gradino.

tipo n.4)
C’è il tempo, c’è la voglia, c’è una buona disposizione generale.
Qui il nemico è chiaro, è allo scoperto.
Un po’ ne abbiamo parlato nel precedente “Crossing Noise”, e a quella disposizione d’animo si aggiunge quell’urgenza di esibirsi che onestamente sembra più pertinenza del reparto di psicopatolgia che della didattica musicale.

Ieri ho sentito Ennio Morricone (Ennio. Morricone.) che diceva alla giornalista :
“da tempo non suono il pianoforte in pubblico. Chi suona in pubblico dovrebbe sempre chiedersi se la sua capacità è ADEGUATA a questo compito”.
La fretta, le sirene dei brani difficli e funambolici, e un eccessiva facilità nel dirsi “perché no?” di fronte alla possibilità di proporsi in pubblico tolgono a questi piper il piacere di inacanalare le loro capacità verso la MUSICA, condannandoli a un vaidopismo di ritorno fatto di repertori rabberciati, di una eterna insicurezza di fronte ai brani che trapela da ogni esecuzione, di una conflittualità con lo strumento che rende tutto rigido e forzato.

Facciamo così. Al gathering fatevi fare il sederino, accettate di buon grado un livello che ritenete basso rispetto alle vostre capacità; fatevi conquistare dalla possibilità di imboccare la strada della musica.
Non vi fate fuorviare dalla apparente facilità dei brani proposti per quel livello e anzi sfidatevi a eseguirli con cura.

Chiedetelo a voi stessi e al vostro piping, e esigetelo da chi si propone di fornirvi assistenza didattica.
Non lo rimpiangerete.

Author: Alberto Massi

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