A Link with the ‘45


Drambuie Kirkliston Pipe Band


Il solo titolo di questo album consente di comprendere e prevedere quale ne sia il contenuto in termini musicali.

L’immagine di copertina poi ci è di ulteriore conforto : un ricco ritratto del Bonnie Prince Charles Edward Stewart.


A Link with the ’45 – un legame con il ’45, quindi, laddove ’45 sta per 1745 e tutto ciò che quella data (e quella successiva e ancor più tristemente famosa del 1746) significa per la storia della Scozia o di una parte di essa.

Tralasciamo, perché non è questa la sede opportuna, tutto ciò che riguarda il dato storico che sottintende questo album e così anche ogni riferimento di carattere geografico-storico riguardante la città di Kirkliston pure direttamente coinvolta nell’epopea giacobita e limitiamo a occuparci del dato strettamente musicale.

Ovviamente la scelta dei brani è conseguenziale al titolo dell’album per cui troveremo solo ed esclusivamente composizioni che in qualche modo sono collegate agli eventi storici del ’45.

Il Cd inizia, e storicamente non poteva essere diversamente,  con una affascinante e suggestiva “citazione” tratta dal pibroch “the King has Landed in Moidart”.

Su un tappeto sonoro, fatto di onde che si infrangono sulla battigia e echi di lontane campane, sostenuto dallo stridio del verso dei gabbiani e da un discreto contributo di tastiera elettronica appare dalle evanescenti e immaginate nebbie la cornamusa del P.M. Martin G.Wilson che viene subito affiancata dall’intero Pipe Corps della Banda.

Il ground del pibroch è armonizzato ed è reso in modo (troppo breve ma) tale da aprire l’interesse e il cuore dell’ascoltatore a ciò che seguirà.

A seguire un set MSR : Glenfinnan Highland Gathering – John Roy Stewart – Eight Men of Moidart interpretato nell’usuale standard dei questa quotata pipe band.

Al n.3 un set di marce in 6/8 : March of the Cameron Men – The Master of Lovats – Mhoarg – Cam’Ye By Atholl – Lochiel’s Welcome to Glasgow. Anche questo raggruppamento di brani appare coerente e ben reso.

Al n.4 troviamo un medley che, con quello al n. 8, forse rappresenta il piatto forte dell’intero CD :

Johnnie Cope – Stirling Castle – Rose Among the Heather – Lord Janes Murray – Highland Laddie – Glenfinnan – Cam’Ye ower Fae France e ancora Johnny Cope.

Seguono due Slow Air armonizzate con seconds. Composizioni non usualmente utilizzate né negli album né particolarmente eseguite : Southward Bound – Flodgarry

E’ la volta del set di marce in 4/4 : Wae’s Me for Prince Charlie – Ye Jacobite By Name – The Roses of Prince Charlie.

Segue un brano recente composizione (M.Swan) classificata semplicemente come “tune” e dal titolo “The ’45 Revolution”, interessante fusione di brani di diversa ritmica, una sorta di piccola suite aperta da una slow air.

Al n.7 troviamo un altro medley formato da composizioni “non traditional” bensì di compositori contemporanei a cominciare dal brano di apertura scritto dal P.M. della banda e il cui titolo dà iltitolo all’intero CD.

Con i brani contenuti al punto 8 continuiamo con composizioni del P.M. Wilson : Air, Jig e Hornpipe : he young Pretender – Colonel Anne MacIntosh – Donald of the Colours

E’ la volta quindi di un altro set MSR con l’aggiunta di un Lament; un misto di “traditional” e di composizioni recenti : White Rose of Culloden – Highland Harry – Claymore – Flora MacDonald’s Lament for Prince Charlie. Questo set è caratterizzato dalla presenza di un inusuale accompagnamento dei drummers e anche dall’inserimento di altri strumenti di accompagnamento (tastiere, bouzuki etc,)

Il n.11  si apre con un classico : Skye Boat Song e prosegue con tre ”traditional” march in 2/4 : Prince Charlie’s Welcome to Skye – He’s Ower the Hill That I Know Well – Lochiel’s Awa’ To  France

Quest’ultimo interessante e ben equilibrato set viene seguito da due hornpipe : The Fugitive e Capt.MacKinnon of MacKinnon. Anche in questo caso il secondo pezzo si avvale del contributo di altri strumenti in sottofondo; presenti ma non invasivi.

Il penultimo brano “Tribute To the Lost Souls” è dominio del Drum Corps e si apre in modo inquietante con un contributo un po’ da colonna sonora Horror ma poi il tutto rientra nella “normalità” e si ha modo di assistere a un buon dialogo tra tenors e snare.

La chiusura è affidata a un traditional della “tradizione” :  “Will Ye No Come Back Again” … un rammarico, quest’ultimo pezzo forse meritava più di un minuto e 12 secondi e ciò sia perché l’intensità suggestiva della composizione lascia l’ascoltatore insoddisfatto nel momento in cui la traccia sonora comincia (peraltro troppo repentinamente) a sparire sia perché quest’operazione crea, a giudizio dell’estensore, un non gradevole effetto d’incompiutezza.

La banda è quella che è, un amalgama ben affiatato di ottimi musicisti. Il livello qualitativo dell’esecuzione e anche della registrazione è decisamente alto e il CD merita di essere preso in considerazione anche per l’originalità delle composizioni in esso contenute che si differenziano di molto dal ripetitivo repertorio spesso proposto nella maggior parte dei CD di musica per Pipe Band.

Molto curata la grafica e anche il libretto interno è ricco e completo di ampie note storiche.

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