LE IRISH WARPIPES parte II


continua l’articolo di Ned Lecic
(traduzione a cura di HalfPiper)

parte seconda 

DECLINO E RIPRESA

La pacificazione dell’Irlanda che seguì alla vittoria di Guglielmo III a Boyne, segnò minori opportunità di utilizzo delle cornamuse.

Infatti le “Warpipes” sono un termine Inglese ma, in lingua gaelica (sia Scozzese che Irlandese) viene chiamata semplicemente Piob Mhor ovvero La Grande Cornamusa).
Come abbiamo visto, fu usata anche in tempo di pace come ad esempio nei Funerali e nella Danza soprattutto.
Dal 18mo secolo però vi fu un declino nel suo uso, una nuova cornamusa si fece strada.
Fu chiamata “PASTORAL PIPE o New Bagpipe” nel suo primo Tutor, pubblicato da John Gheohegan a Londra nel 1746.

Era una cornamusa dotata di soffietto, 2 bordoni e un chanter molto lungo, a volte montava un terzo bordone, in aggiunta anche speciali piccoli chanter chiamati “regulators”.

Questo strumento era suonato in tutte le Isole Britanniche, ma ad un certo punto si evolse come “Irish Pipes” o come oggi è meglio conosciuta “Union Pipe” o “Uilleann Pipe” (dal Gaelico Irlandese uilleann che significa gomito, ).

La moda popolare del 18mo secolo sembra abbia condotto il suo uso fino ai giorni nostri.

Come nei funerali, ci sono indicazioni che ce la descrivono come una specie di “Smallpipe” (come le loro cugine Scottish e Northumbrian) chiamata “Uilleann Pipe” per distinguerla dalla “Great Warpipe”.

Riproduzione di due Pastoral Pipes rispettivamente del 1989 e del 2000, come si può notare sono molto simili alle Union Pipes ma hanno il chanter con uno “zoccolo” finale che le union non hanno.

Nel Maggio 1745, la Brigata Irlandese aiutò la Francia a vincere a Fontenoy contro i Reparti Inglesi i cui piper suonarono “the White Cockade” e St. Patrick’s Day in the Morning”. E quella fu l’ultima opportunità per i vecchi suonatori di Warpipes per suonare in battaglia. Comunque la loro presenza continuò in molte unità per al massimo mezzo secolo.

Nel 1759, il Tenente Colonnello Morgan della Fanteria Leggera Irlandese promosse “Buoni Piper Irlandesi” nel Cork Evening Post.

Nel 1778 Lord Rawdon formò l’Unità volontari d’Irlanda a New York, secondo resoconti includeva anche una Warpipe Band, Il Pipe Major era Barney Thomson della Contea di Down (quella della famosa tune “the stars of County Down”). Il 2 Novembre 1793, un giornale di Dublino riporta : “ Istituita una Warpipe Band nel Reggimento del Maggiore Doyle (successivamente divennero i Royal Irish Fusilliers)”. Se questa banda sia sopravvissuta alla Guerra d’Indipendenza Spagnola è discutibile e per il mezzo secolo successivo o quasi, abbiamo una carenza di informazioni sulla Piob Mhor in Irlanda. É probabile che non si sia estinta completamente, può darsi che sopravvisse in posti isolati , o magari semplicemente identificata in Scozia.

Nell’Aprile del 1843, La Scartaglin Temperance Society pubblicizzò allo Kerry Examiner “a man who can play the Scotch pipes. None but a teetotaler need apply!”.

Per la metà del secolo, comunque, una manifestazione di aumento del nazionalismo Irlandese fu la rinascita del Warpiping. Questo ebbe inizio nel 1859 quando i Royal Tyrone Fusiliers nominarono alcuni pipers. L’interesse dei Civili crebbe, e altri corpi militari Irlandesi istituirono bande di cornamuse. Presto vi furono prove di un revival diverso dal

Piping Scozzese sotto diversi aspetti. Forse a causa di una carenza di un abito nazionale che li rappresentasse, i pipers cominciarono ad indossare una mise simile a quella scozzese ma con varie peculiarità che la rendevano molto più Irlandese. Tipicamente il kilt era di color zafferano come nelle vecchie LEINE ( tipiche tuniche che comunque formavano parte dell’Highland dress), giacche e cappelli verdi, “caubeens” (cappelli simili al Balmoral scozzese ma un po più grandi di taglia). In aggiunta molti piper tolsero un bordone tenore alle loro cornamuse in modo da essere più fedeli al modello di cornamusa Irlandese rappresentata nelle raffigurazioni del 16mo secolo (che vedevano la Irish Warpipe come cornamusa a due bordoni). Un altro problema era l’estensione del Chanter che non permetteva di adattare molte tunes tradizionali, e molti costruttori cercarono di ovviare al problema aggiungendo delle chiavi al chanter. Uno di essi, William O’Duane re-editò la cornamusa nel suo gigante Modello “Dungannon”, che comunque cadde in disuso quando il pipe maker Henry Starck ebbe successo con la sua semplice , ma di rilievo, “BRIAN BORU” Bagpipe.

stampa della Dungannon bagipe

Il Chanter era dotato di chiavi in modo da coprire l’intero repertorio musicale Irlandese e i bordoni, basso, baritono e tenore, venivano montati su un unico stock, o in alternativa in stock separati.
Alcuni Piper semplicemente montarono il nuovo chanter sulle vecchie cornamuse a due o tre bordoni.
Mentre per il chanter la diteggiatura differiva da quello vecchio, Starck introdusse poi lo “Scottish Pattern” con un sistema molto più

convenzionale in modo da facilitare la transizione alle cornamuse Brian Boru da parte di quei piper che già sapevano usare il chanter “ordinario”.

Chanter di una Irish Warpipes, da notarsi le chiavi per aumentare l’estensione della scala.


Foto del 1959 della Cavanaleck pipe Band, da notarsi la presenza mista di warpipes a due e a tre drones.

Così vi fu molta varietà fra i revivalist, e per buona parte del 20mo secolo ci fu incongruenza fra i Reggimenti Irlandesi sulle varie Warpipes utilizzate: una usava le cornamuse a 2 bordoni, l’altra usava le Brian Boru.

I Royal Irish Fusiliers avevano le Brian Boru nel 1920 e 1930, ma più tardi cambiarono con le cornamuse a 2 bordoni.
I Royal Inniskilling Fusilliers negli anni 60 avevano i chanter Brian Boru , nonostante secondo resoconti la metà della banda suonasse i chanter “regolari”.

Distinzioni del genere finirono quando si unirono agli Royal Irish Ranger nel 1968, e ora tutte le bande Irlandesi e Britanniche dell’esercito suonano le cornamuse con tre bordoni.

Molti civili ora suonano le cornamuse con tre bordoni come altre (poche) suonano i chanter Brian Boru, come la Cavanaleck e la Crimson Arrow.
Le Brian Boru possono essere comprate dal pipe maker Christopher Bayley o in Pakistan (purtroppo).
In superficie, Il Warpiping moderno sembra essere differente di poco dal Piping Scozzese.

Le bande Irlandesi che suonano cornamuse in stile Scozzese; indossano le uniformi scozzesi modificate o in pratica inalterato. Come d’altronde pipers Scozzesi suonano tunes Irlandesi e piper Irlandesi suonano tunes Scozzesi.

Ad una prima occhiata sembra che la tradizione Irlandese del Warpiping provenga dalla tradizione Scozzese del piping.

Ma è veramente così? Possiamo solo supporre che sia in parte così, come quando parliamo delle Irish Warpipes e delle Great Highland Bagpipes, stiamo parlando dello stesso strumento, la Piob Mhor; la cui tradizione in Irlanda è comparabile a quella che c’è in Scozia e che si è naturalmente evoluta nel tempo.

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0 Responses to LE IRISH WARPIPES parte II

  1. Ottimo lavoro, interessante e ricco di informazioni e curiosità.
    Bravo Diego per averci fatto scoprire questi aspetti così poco noti del piping irlandese.

    • Diego says:

      Grazie,
      comunque mi sembra manchino ancora tre parti, come la sezione della storia delle warpipes e le conclusioni 😀
      non è certo la mia traduzione migliore ma non penso di aver fatto malaccio 😀

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