LE IRISH WARPIPES parte III

Ecco quanto Ned Lecic scrive in proposito!

(traduzione a cura di HalfPiper)

parte terza 

MA COM’ERA ORIGINARIAMENTE L’IRISH WARPIPE?

All’inizio dobbiamo considerare la tradizione musicale Irlandese e Scozzese, che aveva una cultura Gaelica molto simile nella quale si trovano tradizioni comuni.
Per esempio molti scozzesi e molti irlandesi suonavano l’arpa, il cui strumento originale è comparabile nella forma per molti paesi.
É perciò logico che la vecchia Piob Mhor irlandese e scozzese fosse lo stesso strumento, salvo qualche variante regionale.
Certamente vi sono indicazioni che parte del tipo di musica suonata, Il Piobaireachd, (spesso associata alla famiglia MacCrimmon di Skye) avesse un suo equivalente Irlandese. In una delle prime competizioni di Piping un piper suonò un “Irish Pibrach” e la possibilità di un origine irlandese di parte di questo tipo di musica è da tenere in considerazione.
I MacCrimmon stessi avevano studenti Irlandesi nel loro college of piping, che non solo impararono il Piobaireachd ma presumibilmente suonassero anche uno strumento che era fisicamente simile alla cornamusa scozzese. Sfortunatamente evidenze fisiche di ciò tendono ad essere poco chiare.

La famosa incisione nella suddetta Immagine d’Irlanda mostra un piper che in testa a dei contadini Irlandesi (Kerne) li conduce in battaglia con uno strumento composto da un chanter estremamente lungo, due bordoni presumibilmente montati su un solo stock e una sacca imbracciata di fronte invece che sotto il braccio destro.

la famosa immagine descritta sopra.

Un’altra immagine di un piper giacente morto non ci da altre indicazioni.

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La raffigurazione di Derrick con il piper che giace morto

Una illustrazione databile attorno al 1575 di Lucas DeHeere, ora nella biblioteca dell’università di Ghent, ci mostra un irlandese vestito alla moda di Enrico ottavo ci mostra la stessa posizione e le stesse caratteristiche dello strumento, e sembra che sia esso che l’illustrazione di Derrick siano copiate da un’altra fonte originaria. Queste illustrazioni, fatte da artisti che non avevano familiarità con i dettagli delle Warpipes, sembra raffigurino un tipo di cornamusa suonata nelle regioni Germaniche di quel tempo.

 

l’immagine di Lucas DeHeere

Una raffigurazione di un manoscritto del 16mo secolo, il Dinnseanchus, può già dirci di più. Il manoscritto contiene un capo lettera rappresentante un maiale che suona un cornamusa a due bordoni in stock separati e nella sua semplicità potrebbe mostrarci come era veramente la Piob Mhor ai suoi albori con un bordone basso e uno tenore sistemati nella consueta conformazione che tutti conosciamo.

l’immagine tratta dal Dinnseanchus

Una raffigurazione simile dello stesso periodo, trovata in un messale dell’abbazia di Rosglas, ci mostra la stessa caratteristica di base. È sommario, ma lì c’è un dettaglio interessante: come in tutte le cornamuse medioevali esse hanno i Tops svasati.

L’immagine del messale

Questo è supportato molto chiaramente da un sommario di alcuni soldati inglesi presenti alla battaglia di Ballyshannon nel 1590. Esso mostra un bordone basso, un bordone più corto, (tenuti sul lato!) e un chanter. Tutte le cornamuse avevano le estremità svasate e la blowpipe era collegata ad un collo nella sacca, forse un errore dell’artista.

le cornamuse raffigurate dai sommari dei soldati inglesi alla battaglia di Ballyshannon

Da questa illustrazione, uno può concludere come minimo che le Warpipes nel 16mo secolo fossero simili alle cornamuse medioevali (esteticamente) ma con sia il bordone basso che qualcosa simile al bordone tenore.
Se le cornamuse Irlandesi abbiano mai avuto un terzo il bordone si può a tutt’oggi solo ipotizzare, ma è interessante che un disegno di
Cruickshank raffigurante i “DISORDINI IRLANDESI” (i famosi IRISH TROUBLES, che da quanto ho capito documentandomi in internet non sono ancora conclusi n.p.) del 1798 mostrano un piper approssimativamente abbozzato con una cornamusa a tre bordoni. Comunque se Cruickshank avesse avuto un modello adatto, come ebbe anni più avanti, e se la presenza del Warpiper nella scena fosse corretta è discutibile.

l’immagine di Cruickshank, non è di ottima qualità ma con un po di attenzione si nota il piper con la warpipe a tre bordoni.

Ciò significa che le cornamuse Irlandesi fossero differenti in qualche cosa dallo strumento Scozzese? Siccome non abbiamo raffigurazioni dell’epoca e siccome allo stesso modo avere due bordoni era una innovazione fra differenti tipo di cornamuse nel 16mo secolo, non c’è ragione di credere che la Piob Mhor fosse differente in Scozia al tempo.
Forse lo era o forse no; semplicemente non c’è un’evidenza diretta. La prima raffigurazione in Scozia, ci arriva alla fine del 17mo secolo o agli inizi del 18mo, e ci mostra tutti e tre i bordoni, ma è probabilmente, dato dall’evoluzione della cornamusa nell’Europa Occidentale nella sua totalità, che un secolo prima aveva un bordone basso e un bordone tenore.

Cosa dire allora dei piper scozzesi che suonavano cornamuse senza bordone basso?

In armonia con l’edizione del 1803 di Joseph MacDonald de “Contempleat Teory of The Scots Highland Bagpipe”, quella fu una innovazione dei piper delle West Highlands i quali pensavano che avendo un solo bordone tenore si rendesse il suono del chanter più chiaro.

Questo tipo di cornamusa fu bandita a partire dagli Highland Games del 1821.

riproduzione di una Irish Warpipe attribuita a Robert Glen, fine del 19mo secolo

Queste cornamuse non sembra però che siano state limitate in Scozia, comunque, come mostra l’unica vecchia Irish Warpipe che ci risulti essere arrivata integra fino ai nostri giorni.
Essa viene dal museo di Cluny a Parigi e da resoconti sembra sia stata suonata a Fontenoy nel 1745. Il museo sembra che abbia “cestinato” la cornamusa negli anni 60, ma Alexander MacAuley, che la descrisse nel 1936, scrisse nel 1968 che era simile all’Highland set del Blair Castle, la quale sembra venne suonata a Culloden.
In ultimo le Fontenoy Pipes avevano un chanter e dei fingerholes più larghi di quanto lo siano oggi. In accordo con la nota di Macauley nel libro The Story of the Bagpipes di Francis Collinson (1975), i due bordoni erano corti – apparentemente come nelle cornamuse delle West Highland. In accordo con una foto di un museo del 1902, esse avevano una bag cover verde, e i bordoni un un unico stock , formando un allungata forma a U.

Collinson spiegò che i drones erano venivano piegati, ba questo sembra improbabile. È molto più probabile che lo stock fosse boforcuto al suo interno come nel tipinto del “Piper to the Laird of Grant” (1714).

il dipinto “Piper to the Laird of Grant (1714)”, (avrete notato che è stata usata per la copertina del cd “Ceol Na Pioba”)

L’unico altro campione di un chanter di una vecchia Piob Mhor Irlandese che si è potuto trovare è un chanter conservato nella Collezione Universitaria di Edimburgo che riporta la firma del pipe maker irlandese Kenna Of Dublin, datato ai primi del 19mo secolo.
Esso è in tutti gli aspetti uguale a quello scozzese, è fatto di cocuswood laccato con un sole in osso.
É lungo 354mm, comparabile al moderno B flat chanter.

L’unica domanda che ci si pone è se Kenna ha basato il suo chanter su una Cornamusa Scozzese con l’intento di farlo “Scozzese”, o se, qualunque sia il background del design, lo ha visto come una Irish Warpipe o Warpipe in generale.

il Chanter di Timothy Kenna di Dublino conservato all’Edinburgh Universitary Collection

Conclusioni

Nella sua totalità, è ragionevole dire che la Piob Mhor è uno strumento pan-gaelico e che nel mentre ci siano state delle distinzioni durante gli anni, e le sue tradizioni in Scozia ed Irlanda siano comparabili.
Mentre è difficile trovare prova della questione, evidenze dedotte da materiale esistente indica che in entrambi i paesi le cornamuse erano costruite come se fosse lo stesso strumento e per suonare generi simili.

É forse un peccato che non sia stato sviluppato un autentico costume tradizionale irlandese per i Piper, ma c’è una piccola evidenza che il contatto con la Scozia abbia “imbastardito” la tradizione musicale.

Piuttosto che prendere una posizione purista e provare a costruire un Irish piping totalmente a parte, è, mia opinione, innovativo essere in grado di condividere musiche e costumi fra le due nazioni, come i musicisti han fatto per molti anni “”.

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BIOGRAFIA PRINCIPALE E SITI

Bagpipes. In The New Grove dictionary of music and musicians. Macmillan, 1980

Campbell, Jeannie. Bagpipe Makers – Henry Starck 1889-1962. In The Piping Times, February 2001

Cannon, Roderick D. The Highland Bagpipe and its Music. John Donald Publishers Ltd., 1988

Cheape, Hugh. A Check-list of Bagpipes in the Edinburgh University Collection of Historic Musical Instruments. Edinburgh

University Press, 1983

Collinson, Francis. The Bagpipe – The History of a Musical Instrument. Routledge and Kegan Paul, 1975.

Donnelly, Sean. The Warpipes in Ireland. In Ceol, Northern Press, Luglio 1981- Aprile 1984

Grattan Flood, W. H. The Story of the Bagpipe. The Walter Scott Publishing Co., 1911

Kingston, Ken. The Irish Pipers. (fonte ignota)

Lerwick, R. W. The Pipe Major’s Handbook. The Shetland Piper, 1998

Macaulay, Alexander. The Battle of Cremona. In The Piping Times, Novembre 1968

Murray, David. Brian Boru Pipes and the Irish Regiments. In The Piping Times, Aprile 2001

Orpen-Palmer, G. de M. H. Irish Pipes. In Journal of the Leinster Regiment, 1909

The Irish Pipes – Origins and Dress. In National Army Museum 5607-7, c. 1985

The Royal Irish Rangers Standard Settings of Pipe Music. Patterson’s Publications Ltd., 1975

Matthew A. C. Newsome. The Leine. 2000

The Universe of Bagpipes – pipe maker Christopher Bayley

Volunteers of Ireland Presumed at or near the Battle of Camden, 16 August 1780.

Arpe Gaeliche

Sean Donnelly. Pipers in the News, 1691-1843.

Sito web di Barnaby Brown website sul Piobaireachd

Sito web della Cavanaleck brien boru pipe band

Sito del National Museums Scotland

Sito di Wikipedia

Sito di Brian e Julie McCandless

Sito irishwarpipes.com

Sito www.doyle.com.au

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