LORD TODD’S CHALLENGE

Il Lord Todd Bar della Strathclyde University di Glasgow è un punto di riferimento fondamentale per i pipers che partecipano, ogni anno ad agosto, al World Pipe Band Championship.
È lì infatti che si incontrano, per un drink o per rivedere altri amici (provenienti magari dall’altra parte del mondo), stemperando l’emozione del momento, subito dopo una performance mentre altre bands, all’esterno, affinano la propria imminente esibizione.
Nella settimana dei Worlds, il locale diventa il palcoscenico di eventi musicali di prim’ordine.

Uno di questi è il Lord Todd Piping Recital Challenge.


È un evento davvero speciale. Quattro tra i migliori pipers a livello mondiale presentano un programma in parte prescritto dai giudici della competizione (un set March-Strathspey-Reel e il Ground di un pibroch), per il resto scelto dai musicisti stessi.

Ogni esibizione dura 25/30 minuti ed è un autentico spettacolo per le orecchie… e il cuore. E non può essere altrimenti, dato che i musicisti offrono ognuno un programma costruito sulle proprie caratteristiche interpretative: il che significa che ognuno si presenta al meglio della propria forma artistica. Per questo, i giudici non vanno a caccia di difetti tecnici microscopici ma valutano ogni performance nel suo complesso.

Gli esecutori sono tutti Gold Medallists. Nel 2006 (anno della ripresa in oggetto) si sono esibiti Angus McColl, Roddy McLeod, Gordon Walker (risultato infine vincitore) e il canadese Jack Lee. Guardiamo un momento i loro trofei.

Tutti e quattro hanno conquistato le Gold Medals a Inverness e Oban. Tutti hanno conseguito il Glenfiddich Championship. Per non parlare di Clasp di Inverness, Senior Piobaireachd di Oban, Silver Chanters, Bratach Gorm… in pratica, nel corso della loro carriera hanno vinto tutto ciò che c’è da vincere.

E non è tutto. Angus discende da una famiglia di pipers di enorme importanza per il piping;
Roddy è stato nominato Member of the British Empire dalla Regina Elisabetta;
Gordon sfoggia una preparazione per la quale è richiestissimo come competitor, insegnante e giudice; Jack e il fratello Terry hanno conseguito la Meritorious Service Medal dal Governatore Generale del Canada… che volete di più?

Il filmato dell’edizione 2006 del Lord Todd Piping Challenge testimonia qualcosa di diverso da una normale competizione. I giudici sono sparsi tra il pubblico.
Il fatto stesso di poter scegliere parte del programma da proporre fa di quest’evento un autentico momento di festa per il piping, atteso ogni anno da centinaia di appassionati.

Così, l’atmosfera che si crea è di quelle veramente speciali. Si ha l’impressione di ricevere, da ognuno degli artisti, un regalo: lontani dalla tensione di una competition classica (peraltro, proprio nella settimana dei Worlds, quindi in un momento particolarmente impegnativo per i singoli membri delle pipe bands), i musicisti divertono il pubblico e si divertono essi stessi.

È anche vero che nei primi piani si vede lo sforzo dell’atto del suonare, il sudore che imperla il viso dei musicisti: questo non ci farà dimenticare che la bagpipe è uno strumento quanto mai fisico, né che l’agilità delle mani può essere raggiunta indipendentemente dalla fatica del resto del corpo.

Non mancano i momenti magici. A parte che tutto lo spettacolo è un momento magico, con la freschezza e la vivacità delle esecuzioni, due mi hanno colpito in modo particolare.

Uno è l’esibizione di Jack Lee: sembra incredibile, ma mentre suona e batte il tempo col piede, Jack balla. Danza. Ad occhi chiusi, assorto e preso dalla musica. Al contrario dei suoi colleghi, che hanno lo sguardo fisso davanti a loro e sembrano altro dalle dita che volano sul chanter. Jack ha il grande pregio di trasmettere il battito segreto della musica. E fa anche piacere assistere, al termine della sua esibizione, a un tributo al grande John D. Burgess.

Il ‘solito’ Gordon Walker, invece, ne combina una delle sue. Termina la sua performance (già di per sé sbalorditiva) con ‘The Fiddlers’ Rally’, che è una Jig indiavolata, ma… come un improvviso capovolgimento di scena, la Jig diventa un’altrettanto indiavolata Hornpipe, e ‘The Fiddlers’ Rally’ viene riproposta per intero senza la minima imperfezione, con uno stacco assolutamente sorprendente e efficace, dal punto di vista musicale e psicologico. Tanto più sorprendente considerato che il set Waltz-Jigs-Hornpipe conclusivo è già lunghetto, il brano conclusivo non solo è lungo ma viene ripetuto e l’intera sua proposta è fatta di brani tecnicamente molto impegnativi.

Certo, Gordon ha una tecnica straordinaria e spumeggiante, ma si sa che il suo stile non si basa sul mero sfoggio di tecnica. La musicalità non viene mai meno, basti sentire l’Air ‘Goat Hill’ e il ground di ‘Scarce of Fishing’ per capire che ogni apparizione sul palco di Gordon è un concentrato di arte interpretativa.

Ma non pensiate che il resto del recital sia di qualità inferiore: tutt’altro! Abbiamo detto che questi sono solo alcuni momenti di uno spettacolo indimenticabile; e come non si può restare a bocca aperta di fronte alle acrobazie del nostro Pipe Major, così non possiamo rimanere indifferenti agli altri tre pipers della serata e alle perle che ci offrono nell’ambito di un’autentica festa del piping, nella quale ci capiterà di sentire ‘Banks of Lochiel’ e ‘Good Drying’, ‘Lord Alexander Kennedy’, ‘Arniston Castle’ e ‘Pretty Marion’, il ground di ‘McFarlane’s Gathering’ e decine di altri brani.

Grazie al supporto video digitale, noi possiamo godere di un’opportunità unica. Le riprese sono di qualità molto buona, e l’operatore ha avuto l’accortezza di inquadrare spesso in primo piano le mani dei pipers, sia di fronte che di profilo. In questo modo, possiamo osservare i loro movimenti e imparare di più che dal solo ascolto, e ogni brano ci sembrerà diverso solo perché lo vediamo suonare.

Provate a sentire il cd e, dopo, a vedere il dvd: vi accorgerete della differenza, e non riuscirete più a pensare come mai, inizialmente, non vi appariva così evidente.

Non è cosa da poco. È come avere il musicista in casa, davanti a noi. La sua musica ci avvolge, e noi possiamo avere la sensazione che suoni solo per noi. Per trasmetterci emozioni, ma anche per trasmetterci il suo bagaglio di tecnica e arte.

Non è la stessa cosa, lo so. Ma quanti di noi possono permettersi un viaggio per andare a vederli di persona?

Gianluigi Fanzone
Author: Gianluigi Fanzone

Nasco nel 1970 a Caltanissetta, frequento l'Istituto Magistrale della città e mi trasferisco a Palermo per lavoro. Studio la cornamusa da 13 anni, con alterni risultati.

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Informazioni su Gianluigi Fanzone

Nasco nel 1970 a Caltanissetta, frequento l'Istituto Magistrale della città e mi trasferisco a Palermo per lavoro. Studio la cornamusa da 13 anni, con alterni risultati.
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