“A CALL FROM AFAR”

Alberto Massi è il massimo piper solisa italiano, inizialmente autodidatta, che, alla prima sua uscita sulla scena delle competizioni nel 2003, è stato in grado di vincere agevolmente il trofeo Archie Kenneth Memorial Quaich messo annualmente in palio dalla Royal Scottish Pipers’ Association per i “dilettanti” amanti del pibroch.


E’ diventato un appassionato insegnante che sta lavorando in modo incredibilmente impegnativo per la promozione del Highland piping in tutta l’Italia; è un appassionato instancabile che sembra essere particolarmente attratto dalle sfide.

Per esempio egli è il massimo responsabile della realizzazione della collana (in quattro volumi) di CD tutor in lingua italiana.

A tutti questi traguardi egli aggiunge un interessante, gradevole, rimarchevole e musicalmente ricco album che lo vede impegnato come solista “A call from afar”, disco che celebra il legame tra l’Italia e la GHB e che consente di comprendere l’eccezionale spessore di questo interprete.

Si potrebbe pensare che, in quanto avvicinatosi allo strumento in età ormai adulta, le sue dita non siano agili quanto necessario, ebbene il suo fingering e è molto più che eccellente e questo suo primo album è impressionante anche, e non da ultimo, per un soddisfacente pibroch di sua composizione dal titolo “Un richiamo da lontano” (“a call from afar“, appunto).

Si tratta probabilmente del primo pibroch composto da un italiano, almeno fino a quando non vi saranno prove certe riguardanti il mito della discendenza de Cremona dei MacCrimmon, e ciò rappresenta davvero una piacevole pietra miliare.

Inoltre Alberto Massi nell’album offre una molto valida interpretazione di “Lament for the children”.

Molti dei brani contenuti nell’album sono marce ben note ai piper scozzesi –  incluso un interessante e piuttosto “alternativo” arrangiamento di “51st Division’s Farewell to Sicily”; altri sono delle composizioni originali del musicista cui si aggiungono anche composizioni bretoni ed altri tune.

In conclusione quest’album va ben oltre il ben noto complimento scozzese “nae bad, son” – che in italiano sta per “magnifico”.

Le note che accompagnano il CD, scritte sia in italiano che in inglese, spiegano la ragione della scelta di molti dei brani inseriti nell’album che risiede nel legame che tali brani hanno, per una ragione o per l’altra, con l’Italia come ad esempio il riferimento al grande artista italiano del passato “Zito” : the “bubbleman” celebrato da Gordon Duncan con una notissima hornpipe di sua composizione.


Tratto da Piping Today n.20/2006

Author:

Condividi-Share
Questa voce è stata pubblicata in La Recensione. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.