McCRIMMON SWEETHEART

prefazione all’introduzione :A chiusura della rapida ma consistente carrellata di contributi aventi ad oggetto il “pibroch”, Ho pensato fosse interessante proporre un qualche approfondimento – non tanto tecnico (non ne sarei assolutamente capace !) quanto iconografico e “d’ambiente” – su alcuni singoli grandi pibroch relativamente ai quali sono stato in grado di reperire risorse di supporto.
Devo, quindi, tributare un ringraziamento alla Piobaireachd Society da cui ho potuto estrarre il .pdf che correda questo articolo ed ancora alla scrittrice-saggista Bridget MacKenzie, all’amico Barnaby Brown ed al caro e prezioso maestro Alberto Massi.
Mi auguro che questa piccola iniziativa sia di vostro gradimento.

Storia e folklore dei brani

Bridget MacKenzie

Questo  brano è tratto da un più ampio saggio scritto dalla ricercatrice e storica Bridget MacKenzie ed è contenuto nel libro che accompagna l’album “Donald MacPherson, a Living Legend” pubblicato dalla casa editrice/discografica che fa capo all’Autore.

La traduzione (eccezionale!) è a cura di Alberto Massi ed era destinata a comparire sul libro a corredo dell’album insieme alle traduzioni in altre lingue. Purtroppo, e sottolineiamo purtroppo, ciò non è stato possibile per ragioni tecniche.

Maol Donn  MacCrimmon’s Sweetheart

Il titolo gaelico Maol Donn ha avuto numerose interpretazioni: un principe di Dalriada, figlio di Re Conal II of Kintyre, vissuto nel VI secolo? Una “liscia conchiglia marina bruna” raccolta sulla spiaggia da Ronald Mac Donald of Morar? Una “nuda collina bruna”? Oppure una “mucca bruna senza corna”, sperduta in una palude di Benbecula? Quest’ultima versione sembra suffragata da una canzone delle Ebridi con una melodia simile a quella del pibroch, e da una storia raccontata alla fine dell’Ottocento da John Johnson, piper dei MacLean of Coll, e raccolta da un grande studioso di questa musica, il Generale Thomason. Secondo questa storia Maol Donn sarebbe stato composto da un piper di Clanranald dopo l’ infruttuosa ricerca della beneamata mucca di una povera vedova, unico suo bene, da cui avrebbe potuto trarre di che mangiare per sé ed i propri figli. L’intero villaggio aveva paretecipato, solidale, alla ricerca ma senza risultato. Il suo scheletro era poi stato trovato per caso in una palude, più di un anno dopo.

E’ stato suggerito che Maol Donn possa essere la contrazione della frase Mo Ghaol Donn, “La mia amata dai capelli bruni”, il che spiegherebbe in parte il titolo in inglese. Ciò farebbe riferimento niente altro che ad una cornamusa: era infatti pratica comune per i poeti del Sei-Settecento chiamare la cornamusa leannan, “amata”,  gaol, “amore”, o cèile, “moglie” anche se i piper usavano altri termini, òinseach “stupidella” o maighdean, “vergine”. Tutti questi termini sono ispirati dallo stretto contatto tra il corpo del piper e la sacca usata come riserva d’aria, nella quale si respira tenendola sottobraccio, o anche dalle cure costanti che lo strumento richiede. Anticamente le cornamuse erano fatte in Maggiociondolo, un legno bruno, quindi sia MacCrimmon’s Sweetheart che Maol Donn potrebbero avere il significato di “liscia cornamusa bruna”. 

Il titolo MacCrimmon’s Sweetheart è apparso per la prima volta nel 1850; prima di quella data, era stato descritto in lingua inglese semplicemente come “A Favourite Piece”. In gaelico invece è sempre stato conosciuto come Maol Donn. Il titolo inglese, che chiama in causa i MacCrimmon, può rientrare nel tentativo ottocentesco di gonfiare l’importanza dei MacCrimmon e dei loro capi, i MacLeod of Dunvegan.

Spartiti da :

Angus Mackay’s Manuscript

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