E’ LA PRESENTAZIONE CHE FA LA DIFFERENZA !

da uno dei numeri di Piping Today ho tratto questo editoriale a firma di Roddy MacLeod … l’articolo è già stato pubblicato ma rileggiamolo e pensiamo a noi stessi riflessi in uno specchio !
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In occasione del recente Duncan Johnstone Memorial svoltosi presso il National Piping Centre, ho avuto il piacere di ascoltare un grande numero di piper di grado B e C essendo io tra i giudici di una delle “batterie” eliminatorie per il “piobaireachd” e della finale per le “jig”.
La competizione di quest’anno ha attratto il più alto numero di competitor mai in precedenza registrato, ben 57.

Io e il mio “giudice a latere” Jim Murray abbiamo dovuto valutare le performance di “soli” 31 competitor nella batteria piobaireachd di nostra competenza.
Il tempo per il tuning è stato necessariamente limitato a soli 3 minuti.
Tale limitazione ha creato qualche problema a molti dei competitor relativamente all’accordatura dello strumento ma, tutto sommato,  la maggior parte di loro, date le circostanze, ha raggiunto un livello di accuratezza soddisfacente e utile per ottenere un abuona esecuzione.

Anche la sezione dedicata alle “jig” è stata interessante pur se, per le medesime ragioni già esposte, il tempo dedicato al tuning è stato praticamente nullo.

L’aver limitato in modo così drastico il tempo a disposizione per la fase di tuning si è rivelata una buona decisione e, nonostante ogni aspettativa,  lo standard del settaggio degli strumenti e la qualità delle esecuzioni sono stati ugualmente alti.

La mia valutazione dell’intero giorno è stata, al di la di ogni dubbio, positiva atteso che lo standard qualitativo è stato davvero molto alto e per il fatto che hanno fatto la loro prima apparizione sulle pedane delle “solo competition” molti giovani piper.
A ciò si aggiunga anche che, in aggiunta alle mie funzioni di giudice, ho avuto l’occasione di valutare molti dei competitor che hanno richiesto anche di sostenere vari titpi di esame, inclusi quelli  del programma Piping & Drumming Qualification Boards e quelli di “medio-tempore” inseriti nell’ambito del corso di laurea in Scottish Traditional Music della Royal Scottish Academy of Music & Drama. 

Ancora una volta devo riconoscere che anche tale ultima esperienza è stata enormemente positiva ed entusiasmante e mi ha rafforzato nella convinzione che lo standard qualitativo dell’attuale piping è in continua crescita.

In ogni caso, nonostante tutto quanto sopra, c’è un inevitabile “BUT” da tener presente (conoscendo Roddy era prevedibile che alle “carote” seguissero le “bastonate”, n.d.t.), così sento il dovere di fare alcune osservazioni dettate proprio da quanto ho avuto modo di vedere e di ascoltare in occasione degli eventi appena elencati.

Il disappunto che ho provato è riferito prevalentemente alla “presentazione” e al “tuning” piuttosto che alla qualità “musicale” delle varie performance.

Ovviamente, trattandosi di competizioni, l’aspetto “musicale” ha un peso prevalente sul resto MA, e ciò sopratutto per coloro che hanno assistito all’evento per il solo piacere di ascoltare della buona musica: una “presentazione” iniziale povera e una sgradevole ed erratica fase di “tuning” può creare un qualche disorientamento e può penalizzare la performance anche in termini di semplice godibilità dell’ascolto.
Quanto segue è ciò che ho avuto modo di cogliere negativamente nella recente esperienza e spero che il condividere con voi queste critiche possa portare ad una migliore “analisi introspettiva” e possa essere utile a migliorare la performance grazie a piccole modifiche.

Numero uno :

molti piper hanno l’abitudine di ricercare la più confortevole posizione del chanter mentre questo sta suonando.
Molto spesso ciò avviene quando il piper non ha neanche ben coperto i fori delle “mano alta” e ciò provoca uno dei più tremendi suoni che possano essere prodotti in natura dando così ragione a coloro che paragonano il suono della cornamusa a quello di un “gatto che si lamenta”.
Questa è una pessima abitudine che va contrastata subito e in modo netto.

Numero due :

Ho ascoltato molti piper suonare, durante la fase di tuning, delle gradevoli slow air o delle variazioni … ebbene, appena l’ascoltatore comincia a prestare piacevolmente attenzione a tale “pratica”, ecco che i piper improvvisamente “stoppano” a casaccio il pezzo, a mezza battuta, nel mezzo di una frase, in un qualsiasi punto insomma, lanciano il braccio destro verso i bordoni e cominciano a risistemare l’accordatura.

Trovo tale pratica assolutamente disdicevole.
Per cortesia, portate a termine la frase musicale che state eseguendo prima di ricominciare a “smanettare” con i bordoni, vi porterà via solo alcuni secondi !

Numero tre :

la frase musicale utilizzata per “accordare” dovrebbe essere gradevole e consentire a tutti di seguirne le note. Non c’è nulla di più odioso di un piper che comincia ad emettere delle sequenze di note a caso o sensa senso : dieci birl di seguito o anche la stessa frase ripetuta fino all’ossessione.
Per piacere cercate di trovare una qualche frasmusicale gradevole, in scala chiave maggiore e in chiave minore. Pescate una piccola variazione da eseguire che vi consenta di “saggiare” le “note chiave” del brano che andrete ad eseguire e cominciate e preparare all’esecuzione sia l’orecchio dell’ascoltatore che il vostro.

Quarto :

iniziare il brano dando le spalle al pubblico è comportamento sgradevole e poco educato. Io penso che sia importante, anche se solo per pochi secondi, costruire l’aspettativa all’inizio dell’esecuzione.
In che modo ? semplicemente tenendo per pochi secondi il Low A e stando fermi.
Non vogliamo che tanta gente si sieda all’improvviso, scambiandosi sguardi interrogativi, mormorando l’uno all’altro : “ma ha già iniziato”?

Quinto :

il martellare con pesanti scarpe il pavimento crea grossi disorientamento e distrazione.
Tutti noi battiamo con il piede per mantenere il tempo (lo faccio anch’io) ma cercate di compiere quest’operazione con discrezione e senza che ciò sia causa di distrazione o fastidio.

E dato che mi trovo …. ma per quale ragione alcuni piper compiono l’operazione sbandierando il piede a mezzaria ? trovo una tale pratica ai limiti del “selvaggio”.


O.K., ora che ho buttato fuori dai denti tutto ciò, comincio a sentirmi un pochino meglio!

Lasciate che provi a ricordare a tutti che, per ampliare l’appeal della cornamusa, noi dobbiamo assolutamente presentare una performance costituita da una vera e propria “confezione” : dal momento in cui saliamo sulla pedana fino al momento in cui ne scendiamo.

Nulla di ciò che facciamo deve avere il sapore della pretenziosità! deve essere di riguardo per il pubblico che ci ascolta.

Ah dimenticavo !Punto sesto : 
dobbiamo prestare attenzione al pubblico così come dobbiamo individuare il modo per catturarlo e tenerlo legato alla nostra esecuzione fino alla fine.
Dopo tutto il pubblico è venuto per ascoltare TE.
Sarebbe davvero una vergogna se questo medesimo pubblico dovesse essere “allontanato” dalla tua performance a causa di una cattiva “presentazione”.

Roddy MacLeod; Principal, The National Piping Centre

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0 risposte a E’ LA PRESENTAZIONE CHE FA LA DIFFERENZA !

  1. Diego scrive:

    Concordo pienamente, sono utili consigli da tenere a mente 🙂 grazie Roddy

  2. Francesco scrive:

    Dunque..considerato che,se ho capito bene, sarà lui uno dei nostri esaminatori ad Isernia,sarà il caso di farsi qualche appunto mentale, prima di iniziare il clasp!
    Anche se ricordo nell’ultima prova Cannarese, ho accordato,suonando Flight of the Eaglets, e qualcuno dopo mi ha chiesto perchè all’ultimo, avessi deciso di suonare un altro brano…. 🙄 😉 :hammer:

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