PIPE BANDS of SCOTLAND

                                            

 

La verità è che siamo troppo viziati. La verità è che quando vediamo i nomi della Simon Fraser University, della 78th Fraser Highlanders, della St. Laurence O’ Toole, ci si annebbia la vista e cadiamo in estasi, se ci va bene, con un’espressione inebetita nel volto e un tremore interno che ci squassa.

(Per inciso, trattandosi di una recensione, sto parlando di quando vediamo questi nomi sulla copertina di un cd. Figuriamoci quando abbiamo l’opportunità di vederli dal vivo.)

Qual è il problema? Che accanto a questi grandi nomi, ce ne sono altri che un loro significato, spesso, ce l’hanno, ma che a volte circolano ai margini del mercato. Complice il titolo di molti cd singoli, ‘Pipes and Drums of Scotland’, che dice tutto senza dire niente.

La ARC Music è una casa discografica britannica che, come altre nel mondo, si occupa di musica a 360 gradi. Nello specifico nostro, il suo catalogo è ricco di produzioni le cui protagoniste sono pipe bands di diversa estrazione (costituite da militari in servizio, veterani in congedo, corpi di polizia ecc.). Bene, se dovessimo fare una distinzione tra le numerose proposte del mercato, dovremmo mettere in una categoria extra album come Terra Incognita, Live ‘n Well o i due volumi di On Home Ground, in una prima categoria questi di cui sto parlando, in una seconda quelli che (magari con arrangiamenti alla zum-pa-pa) vogliono offrire, in salsa commerciale, alcuni straclassici e brani di musica leggera, creati per tutt’altro tipo di uditorio.

Per fortuna, conosco pochi esempi di questo tipo.

Il neo di questa classificazione è che questi dischi si pongono ad un livello intermedio che non vuol dire assolutamente ‘prodotto di scarso valore’, ma che a noi (abituati male, come dicevo all’inizio) genera un poco di diffidenza. E non è sempre un bene. Perché, per esempio, alcune delle pipe bands rappresentate sono di grado 2 e hanno gareggiato a numerose competizioni compresi i Worlds, raggiungendo risultati dignitosi nella propria categoria. Oppure perché, nel loro piccolo, cercano di uscire fuori da una certa visione stereotipata proponendo brani di compositori moderni, tra cui i nostri amici Bruce Gandy, Michael Grey e Allan McDonald.

Ma non sempre, ahimè, ci riescono.

                                         

 

Ho per le mani il cd della Pride of Murray Pipe Band, l’ultimo dei sei che ho comprato. Guardo la track list e vedo diversi straclassici di cui ho già parlato (giusto per citarne alcuni, Wings, Marie’s Wedding, Rowan Tree tra le 4/4; Green Hills e When the Battle Is Over tra le 3/4; le airs Flower of Scotland, Highland Cathedral e Skye Boat Song; e le 6/8 Cock o’ the North, Farewell to the Creeks, Leaving Port Askaig), e mi interessa avere una versione dei brani che suono anch’io (suono… oddio, che parola grossa…); ma quando ascolto, la band non è omogenea, e qualche piper, di tanto in tanto, sbaglia pure. Poi mi accorgo che questi brani sono presenti in altri due cd della stessa serie.

Lo vogliamo chiamare pacco? Non esageriamo: in una serie di incisioni meno attenta alle sperimentazioni artistiche di altre bands e di altre case discografiche (Greentrax prima tra tutte), è pressoché fisiologico trovare qualcosa di artisticamente (e tecnicamente) meno valido.


                                          

 

Gli altri cd, infatti, sono ben più vitali nell’esecuzione, meglio curati nel suono; le compagni sono meglio assortite, e in un caso (The Police Pipe Bands of Scotland) si può fare un confronto tra cinque gruppi (Tayside, Grampian, Strathclyde, Lothian & Borders, Dumfries & Galloway Constabulary), ognuno con una sua fisionomia ben identificabile.

Per dire, la Strathclyde Police è stata vincitrice dei Worlds nel 1976, 1979, ininterrottamente dal 1981 al 1986 e poi di nuovo dal 1988 al 1991.

Poi, sbucano fuori le Scots Guards con Spirit of the Highlands, e ti si apre il cuore ancora di più. Un po’ perché il set di apertura è preso con disinvoltura e piglio sicuro (e va avanti così fino all’ultima nota dell’ultimo brano dell’ultimo set), un po’ perché… beh, le Scots Guards sono sempre le Scots Guards.


                                           

 

Il reggimento di appartenenza è stato istituito nel 1642 da Archibald, primo Marchese di Argyll, per volere di re Carlo I. Le prime notizie certe di pipers al suo interno risalgono al 1670, quando in un documento si fa cenno alla paga di un company piper. Nel 1853 viene nominato il primo Pipe Major, dando così origine alla struttura moderna della pipe band reggimentale. Oggi, questa comprende sedici membri, tra pipers e drummers, utilizzati sia per mansioni cerimoniali che per il servizio attivo. Le aspettative nei loro confronti, sia in qualità di pipers che di militari, sono sempre alte, e non sono mai state tradite: far parte di questa pipe band è considerato un grande onore. All’epoca di questa incisione (2008), il P/M era Brian Donaldson, vincitore di due Gold Medals, Clasp, March-Strathspey-Reel a Oban, Inverness e Blair Atholl, Bratach Gorm a Londra e altro ancora. Scusate se è poco…

                             

       

Clan Sutherland e Beeston sono due bands dignitose, che fanno bene il loro lavoro anche se non sempre raggiungono vette di genialità; ma il guaio è sempre quello: siamo stati abituati male. Prodotti di questo genere sono comunque soddisfacenti per iniziare, ma possono anche andare bene per incrementare la nostra collezione, accanto ai ‘grandi album’. Tra l’altro, fino a poco tempo fa (purtroppo), il catalogo comprendeva anche cd dei Queen’s Own Highlanders e un’incisione dedicata agli Young Scottish Pipers, con personaggi del calibro di Chris Armstrong, Fred Morrison, Anna Murray, Rory Campbell e altri, alle Highland e alle Border Pipes.

Il repertorio di questi sei cd, e degli altri in catalogo, è abbastanza ampio (come genere, viene escluso solo il pibroch), ma se non si sta attenti si rischia la ripetizione. Scotland the Brave, per esempio, è presente in quattro album, la coppia Green Hills – Battle Is Over in tre (con l’aggiunta di Lochanside in due occasioni), e lo stesso per Sheepwife, Raigmore, Rowan Tree e Leaving Port Askaig; poi, Highland Cathedral, Amazing Grace, Wings, Bluebells of Scotland, Flower of Scotland, Farewell to the Creeks, Glendaruel Highlanders, Cabar Feidh, Lord Alexander Kennedy, Dr McInnes’ Fancy, Mac an Irish in due. Disseminati qua e là, brani, ben consolidati nei repertori, che noi conosciamo bene e che, magari, almeno una volta nella vita abbiamo pensato di voler eseguire: Glasgow City Police Pipers, Mason’s Apron, Maggie Cameron, Arniston Castle, Pretty Marion, Duncan Johnstone, Susan McLeod.

Chiedo scusa se vi ho annoiati con questo lungo elenco, ma era per evidenziare il carattere, per certi versi più ‘popolare’, delle scelte musicali. La cosa, comunque, in sé non è un male: avere due o tre di questi cd, e ascoltarli di tanto in tanto, non ci farà sentire in colpa, anche quando dovremmo metterli accanto a un capolavoro come The Ladies From Hell.

Eccovi delle notizie su alcune bands presenti nella serie:

Beeston & District: fondata nel 1965, ottiene il passaggio al Grade 3 nel 1970 e al Grade 2 cinque anni dopo; nel 1974 vince lo Scottish e il Cowal Championship. Nel 2006 vince il titolo di Champion of Champions in entrambe le categorie Piping e Drumming.

Clan Sutherland: nasce nel 1988 e attira numerosi pipers provenienti dal sud dell’Inghilterra. Nella sua breve vita (viene sciolta nel 1999) colleziona, tra gli altri, il titolo di Champion of Champions della RSPBA, Grade 2. Nelle sue fila ha partecipato Chris Apps, che ha dotato la band delle proprie ance.

Grampian Police: con il nome di Aberdeen City Police Pipe Band, nasce nel 1907 e assume la denominazione attuale nel 1975, in seguito alla riorganizzazione dei due corpi, Aberdeen e Scottish North Eastern Counties Constabulary. La band viene invitata al novantesimo compleanno della Regina Madre nella sua residenza privata, nel 1991. Nello stesso anno vince il primo premio ai Worlds e viene promossa al Grade 2; per i tre anni successivi vince agli Scottish, British, European e Cowal Championships e approda al Grade 1 nel 1995; verrà retrocessa al 2 solo dieci anni dopo.

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About Gianluigi Fanzone

Nasco nel 1970 a Caltanissetta, frequento l'Istituto Magistrale della città e mi trasferisco a Palermo per lavoro. Studio la cornamusa da 13 anni, con alterni risultati.
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