A.P.I. Italian Spring School of Piping Report (english text below italian)

Si è svolta dal 26 al 29 aprile a Calambrone (PI) la Italian Spring School of Piping organizzata dall’Associazione Piper Italiani in collaborazione con il Piping Centre di Glasgow, la più importante scuola al mondo di cornamusa scozzese (Great Highland Bagpipe). L’evento ha registrato il tutto esaurito con ben 26 allievi provenienti non solo da tutta Italia ma anche da Austria e Spagna. Il corpo degli insegnanti era costituito da

Sir Roderick MacLeod, figura di primissimo piano del piping mondiale e direttore del Piping Centre, Wilson Brown,  docente presso il Piping Centre e vincitore di 4 mondiali per pipe band con la Strathclyde police, e Alberto Massi, unico insegnante qualificato in Italia e primo italiano nella storia a vincere un concorso di piping (l’Archie Kenneth Quaich) in Scozia.

 

 

Le giornate sono state intense ma gradevolissime, le sessioni di studio erano organizzate in piccoli gruppi omogenei a diversi livelli, dai principianti ai piper più esperti, allo scopo di ottimizzare il lavoro dei docenti e poter fornire a tutti l’adeguato contributo didattico.  A tutti i partecipanti è stato fornito un Music Book ricchissimo con più di 100 brani ed esercizi che sarà di grande utilità per lo studio a casa e per la costruzione o l’arricchimento del repertorio di ogni allievo. Dal Book i docenti hanno estratto numerosi brani utilizzandoli come esempi per analizzare i diversi approcci necessari allo studio delle varie tipologie musicali, dalle slow air agli strathspey, dalle marce alle jig, con una attenzione particolare sul pibroch, la musica classica per cornamusa scozzese.

Workshop specifici a tema hanno poi focalizzato l’attenzione dell’intero corpus di allievi su aspetti specifici del piping, quali il canntaireachd, la gestione dello strumento, la storia delle origini del piping in scozia, le tecniche di marcia per pipe band e altro ancora.

Sono inoltre stati svolti numerosi esami per i diversi livelli previsti dal corso di studio del PDQB (Piping and Drumming Qualification Board).

Il serio impegno di tutti nello studio non ha impedito ai partecipanti di passare i giorni della scuola in un ambiente rilassato e amichevole, che ha favorito l’intrecciarsi di rapporti e conoscenze che da sempre sono uno dei fattori che l’API vuole sostenere e che rendono piacevole e maggiormente ricco l’evento, in questo facilitati anche da pause pranzo e cena molto gradevoli con il cibo in perfetto Italian Style.

Per l’occasione una troupe di operatori ha iniziato delle riprese che andranno poi a formare un documentario che possa testimoniare le attività che l’API svolge ormai da decenni per promuovere un approccio consapevole ma divertente, rispettoso della tradizione ma aperto alle innovazioni che stanno arricchendo il panorama di uno strumento che sempre più è strumento del mondo intero.  

Per facilitare l’immedesimazione in una atmosfera “Highland” l’organizzazione ha fornito gratuitamente una quantità considerevole di ditteri ematofagi, riuscendo perfettamente a riprodurre l’accoglienza che talvolta i “midges” riservano ai visitatori delle alte terre di Scozia. Da bravi Highlander i partecipanti hanno continuato senza alcun problema le proprie attività spingendosi fino a una sfilata suggestiva ed emozionante sul bel lungomare sabbioso antistante la struttura ospitante.

 

From April 26th to 29th in Calambrone (a few miles away from Pisa, Tuscany) the Italian Spring School of Piping was held by the Italian Pipers Association and the Piping Centre. 25 pupils filled all the available places, with people coming from various Italian regions and also from Austria and Spain.

Teachers were Sir Roderick MacLeod, Wilson Brown and Alberto Massi.

The School ran in a very pleasant way, with strong and fruitful study sessions coupled with a relaxing and cooperative atmosphere. Lessons were organized in small groups for different level of experience and skill, facing all the aspects related to each genre, from slow air to marches, from dance tunes to pibroch. A massed band was organized every day, and in the evening a small concert both from teachers and pupils were held. A suggestive piping parade alongside the charming beach facing the hotel was also run.

Nice food and drinks helped to create the usual “Italian Style”.

A troupe filmed the whole event and hopefully a short documentary will be soon produced.

The organizers were able to produce a real Highland atmosphere by providing a strong quantity of mosquitos which replaced the usual midges but did not interfere at all with any lesson or recreational moment.  

 

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Iniziata l’ Italian spring school of piping

Iniziata Ieri la Spring school of piping. Gli insegnanti Roddy MacLeod, Wilson Brown, Alberto Massi hanno iniziato da ieri il ciclo di lezioni che hanno portato 26 allievi a Calambrone.  Augurando a tutti i partecipanti un proficuo studio ringraziamo Romana Brunner che ha supplito alle mancanza di uno degli  insegnanti ufficiali il giovedì pomeriggio.

 

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Ciao Scion.

Ambrogio Leopardi

Ciao Scion. 

Questa domenica di Pasqua è stata funestata dalla notizia che Ambrogio Leopardi è venuto a mancare. Per tutti noi era e sarà sempre Scion, oltre che pronunciato anche scritto all’italiana, da quando al gathering 2017 si presentò, elegantissimo nel suo kilt e lo sguardo affascinante alla Sean Connery.

Ambrogio era arrivato alla cornamusa da non non moltissimo tempo, ma sembrava che fosse sempre stato con noi. Sarà stato per la sua gentilezza, educazione e voglia di contribuire, dopo pochissimo pareva che fosse stato nell’associazione da sempre

E sicuramente tutti noi lo ricorderemo con grandissimo affetto.

Un abbraccio da noi tutti alla famiglia.

I funerali saranno mercoledì 4 aprile alle ore 14:30 presso la chiesa parrocchiale di Santo Stefano Ticino


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The 10th Batallion H.L.I. Crossing the Rhine descrizione dello spartito e note per l’esecuzione

The 10th Batallion H.L.I. Crossing the Rhine a cura di Alberto Massi
6/8 March
le marce in 6/8 hanno un andamento tipicamente ondulato, che a detta di molti si adatta
perfettamente al movimento del kilt durante la marcia.
Abbandonando la poetica del kilt vediamo come questo effetto viene prodotto.
Innanzitutto ricordiamoci che il ritmo 6/8 rappresenta il tempo COMPOSTO del 2/4 e NON, come
alcuni pensano, del 3/4. Questo implica due cose fondamentali: la prima è che ogni misura sarà
comunque divisa in due battiti, e la seconda che ciascuno di questi battiti sarà diviso in tre.
Dando un’occhiata allo spartito si nota infatti che ogni misura è graficamente “divisa in due”, e
molto spesso si tratta di due gruppi di tre note ciascuno; quando non lo è il motivo è la presenza di
una nota lunga che assorbe più di un terzo del battito, tipicamente una nota lunga 1/4.
Concentrandoci sui gruppi di tre note legati assieme – solo nel primo rigo ne troviamo sei –
potremo capire la chiave interpretativa di questo tipo di brano. Le tre note sono diverse l’una
dall’altra ed essere in grado di esprimere questa differenza correttamente ci garantirà la buona
riuscita della nostra esecuzione.
Le tre note sono usualmente un ottavo col punto, un sedicesimo e un ottavo. A volte questi tre
elementi sono posti in un ordine diverso, ma quasi mai l’ultimo ottavo che rappresenta la “chiave”
di legame tra i gruppi. Abbastanza comunemente si trova invece il sedicesimo come prima nota e
l’ottavo puntato come seconda: in questa marcia lo troviamo all’inizio della seconda misura nella
2^, 3^ e 4^ frase. Torniamo comunque alla disposizione più comune.
Queste tre figure sono correlate tra loro secondo una proporzione precisa: la prima (ottavo puntato)
è il triplo della seconda (sedicesimo), l’ultima (ottavo semplice) è il doppio della seconda.
Dobbiamo essere in grado di esprimere questa differenza di lunghezza in modo chiaro. Nel tentare
di suonare questo gruppo possiamo incorrere in due errori principali:
1. La nota col punto è suonata troppo corta, come se non avesse il punto.
2. L’ottavo finale è suonato troppo corto, come se fosse un sedicesimo.
Scegliendo di suonare lentamente potremo dare alle tre note il valore giusto e creare così un
“automatismo ritmico” che poi potremo replicare anche a velocità maggiori.
Analizziamo adesso il brano nelle sue componenti in modo da evidenziare i punti “critici” legati
alla sua esecuzione.
STRUTTURA
Il brano ha una struttura molto semplice. Ha 4 parti ognuna delle quali viene ripetuta due volte,
senza variazioni fra la prima e la seconda volta. All’interno di ciascuna parte troveremo 4 frasi,
ciascuna della lunghezza di 2 misure, a cui attribuiremo una lettera. Lo schema di ciascuna parte,
peraltro comune a tantissimi altri brani è:
A1-B1-A1-C
A2-B2-A2-C
A3-B3-A3-C
A4-B4-A4-C.
Un’ulteriore semplificazione è data dal fatto che in questo brano ad eccezione di una piccola
variazione in frase 3 la frase B è uguale in tutte le parti. La frase C, il ritornello, molto spesso non
presenta variazioni nelle differenti parti; a conferma di ciò in questa marcia tutte le frasi C sono
uguali.
Potrete poi trovare altri elementi di simmetria all’interno del brano, ma è preferibile non perdere di
vista la distinzione in frasi di ciascuna parte.
TECNICA
Alcuni elementi tecnici caratterizzano in particolare un brano rispetto a un altro. In questo caso
sicuramente il throw on D, il grip da C a E (il nome delle note, non delle frasi!), il double F anche in
due forme un po’ particolari, l’half doubling (proveniente da High A) e il doubling con la Thumb
gracenote (proveniente da High G). In quest’ultimo caso, soprattutto se si ha intenzione di suonare
il brano in banda, si può tranquillamente sostituire con l’half doubling. I solisti possono invece
approfittare della semplicità del brano per migliorare su questa tecnica.
L’ultimo elemento di rilevo è il gracenote-strike di D, che nello spartito originale (Edcath
Collection Vol.1) è indicato nella sua versione “light”, ossia con lo strike C anziché lowG. Ogni
salista sceglierà quello che preferisce e il Pipe Major della banda darà indicazioni in questo senso.
Comunque lo si suoni, ricordiamoci che il G/S è una forma particolare di doubling e quindi
obbedisce alla stessa regola ferrea, sulla battuta ci va la gracenote e non lo strike; in altre parole,
non deve essere anticipato.
A1: cerchiamo uguaglianza tra i due throw on D e facciamo sentire bene la gracenote su LowA.
Non anticipiamo l’half doubling in misura 2; evitiamo il crossing noise (CN) tre E e D discendendo
da F.
B: il grip tra C ed E deve essere anticipato, ossia “rubare” un po’ di lunghezza a C per poter arrivare
giusti su E. Curiamo l’uguaglianza dei due LowG del grip. Evitiamo il CN tra C ed E (occhio alla D
gracenote!), e anche quello – che abbiamo già incontrato in A1 – nella scala discendente F-E-D.
Nella terza frase, in cui troviamo l’unica variazione presente nella semifrase B, le prime tre note
sono sostituite da un comodo e semplice C lungo tre ottavi.
C: la prima misura è identica a quella di B; la seconda propone un meccanismo classico di finale di
parte, un throw on D seguito dal G/S sempre su D. Attenzione a non anticipare.
A2: Nella intro bar (misura incompleta di introduzione) abbiamo un doubling di HighG,
ricordiamoci che sulla battuta va il piccolo F che precede HighG. Non anticipiamo il doubling di
HighA e curiamo l’equilibrio trale due parti, ritmicamente uguali, della misura. La seconda misura,
che ritroveremo uguale nelle frasi A delle parti successive, propone uno snap, ossia il
rovesciamento della posizione con la nota corta sulla battuta. Rovesciato non significa più stretto,
ma solo… rovesciato. Evitiamo CN.
A3: Teniamo bene sul lungo throw od D iniziale. Niente CN!
A4: Il grip tra HighA è semplice ma spesso sporcato da una mancata simultaneità nella chiusura dei
fori. Al solito, attenzione ai CN.
Buon soffio!

Qui Sotto il link allo spartito

10th battallion crossing the rhine

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Il nuovo sito

Salve, benvenuti nel nuovo sito dell’ Associazione Piper Italiani- Bagpipe Italian Group.

Speriamo di farvi cosa gradita con questa nuova veste grafica. Il Sito permette la consultazione di tutti gli articoli a tutti i fruitori, ma per chi si registra ci sarà la possibiltà di interagire maggiormente: lasciano commenti, usando il forum e mendando messaggi privati agli altri utenti del sito.

I nuovi utenti, per registrarsi dovranno seguire le istruzioni presenti nella pagina registrati . Chi era che erano già registrato sul vecchio sito dovrà solo richiedere di resettare la password ( anche se la ricorda) per poter riattivare l’ account. Le istruzioni verranno inviate alla mail con cui vi eravate registrati la prima volta

Se effettuando una nuova registrazione vi appare il messaggio email già presente vuol dire che eravate già registrati nel vecchio sito e potete richiedere di azzerare la password. Le istruzioni verranno inviate alla mail con cui vi eravate registrati la prima volta.

Naturalmente il sito deve ancora essere testato profondamente quindi se trovate problemi vi preghiamo di inviare una mail a : admin(chiocciola)bagpipe.it

 

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Spring School 2018

Call for spring School.

English text below italian
Cari amici, stiamo organizzando la nuova spring school 2018. sarà una occasione speciale per progredire nello studio e un’ottima
opportunità per sostenere esami di vario livello. abbiamo cercato di fare tesoro dell’esperienza passata per ottimizzare ancora di più i tempi e le occasioni di incontro con gli insegnanti. ci sarà Roddy MacLeod M.B.E., ci sarà un altro insegnante del National Piping Centre, e ci sarà Alberto Massi.
DOVE la scarsità di tempo a disposizione ci ha costretti a muoverci su strade già
tracciate, che però ci auguriamo rivestano per tutti una piacevole location per la scuola: CALAMBRONE presso Il Cenacolo.
Questo ostello ha già ospitato tre gathering ed è adatto anche alla spring,
avendo tre possibili stanze per lo studio ed eventuali esami. E’ raggiungibile con facilità da ogni angolo d’Italia, in pratica si arriva a Pisa (aeroporto o stazione) e poi ci sono bus regolari che portano proprio davanti alla struttura.
QUANDO da giovedì 26 a domenica 29 aprile. QUANTO come sapete il BIG/API cercherà di avere alla fine un conto 0 tra costi e
ricavi, non abbiamo nessuna velleità di guadagno ma vogliamo cercare di dare a tutti l’opportunità di un evento così prezioso per la propria formazione come piper. Ogni partecipante in più ci consentirà di abbassare i costi, motivo per ciascuno di voi di fare pubblicità e essere in tanti! Non possiamo pertanto quantificare esattamente il costo, ma per essere realisti si parlerà di circa 300-400 euro corso e pensione completa inclusi (sono esclusi il viaggio e gli esami che tra l’altro variano nel costo anche da livello a livello). Sarà possibile venire alla spring con accompagnatori, che durante i corsi potranno andare al mare, dalla struttura basta attraversare la strada per essere in spiaggia o a visitare Pisa c’è un bus che porta in centro o andare a visitare il parco di San Rossore a soli 20Km, i più “avventurosi possono fare un giro a Firenze circa 90 km o vagare per la bellissima campagna e costa toscana
ABBIAMO BISOGNO DI VOI. PER FAVORE COMUNICATECI LA VOSTRA ADESIONE DI
MASSIMA. OVVIAMENTE NON SARA’ IMPEGNATIVA E POTRETE DECIDERE ENTRO IL 28 FEBBRAIO, MA CI CONSENTIRA’ DI PROGRAMMARE L’EVENTO AL MEGLIO. AIUTATECI A MANTENERE QUESTI INCONTRI CHE SONO INDISPENSABILI AL MOVIMENTO DEL PIPING IN ITALIA.
Per info non impegnative rivolgersi qui:
https://goo.gl/forms/r5bgHcetmUJCOcAP2
    English text
We are trying to organize our next spring school.
Roddy MacLeod M.B.E. and another National Piping Centre teacher will join us to form a very strong teaching team, with also Alberto Massi as supplementary support. We will try to take advantage from your feedback and suggestions in order to propose an even more exciting and useful piping event.
WHERE
We have decided to utilize the Calambrone – il Cenacolo (the one we used for three BIG gatherings), located on the seaside between Livorno and Pisa. It is fairly easy to be reached and has three different rooms we could use for teaching.
WHEN
from april 26th (thursday) to 29th (sunday)
HOW MUCH…
As usual we will try to keep costs at the lowest level possible, every single piper attending the school will contribute to keep the prices low. As a general reference, the cost would be between 300 and 400 euros, which includes accommodation and teaching. Trip and examination fees are excluded.
We kindly ask you to informally call your interest for the school before december 14th, so that we can have a clue about possible attendance. This is not a real booking, that will take place from. Genuary 1st to February 28th. Just an interest call!
It will be possible to come to the spring school with chaperons, who can go to the sea during the courses, from the hotel just cross the road to be on the beach or to visit Pisa there is a bus leading into the center or going to visit the park of San Rossore at only 20Km, the most adventurous ones can take a ride around Florence about 90 km or wander through the beautiful countryside and Tuscan coast.
info at google form:
https://goo.gl/forms/r5bgHcetmUJCOcAP2
The Organizers
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Bagpipe Player per computer moderni

English text below

Bagpipe Player Software by Doug Wickstrom é uno dei più conosciuti software la scrittura musicale per pipes. Sfortunatamente funzionava solo su vecchie versioni di Windows da 95 a NT a volte su XP a 32 bit. Tempo fa avevo creato una versione portabile che girava su una virtual machine, ma per molti era complicata da usare. Sono felice di annunciare che adesso ho creato un installatore per far funzionare bagpipe Player Player anche su Windows 7 – 8 – 10 32 e 64 bit

Installatore per Bagpipe Player di Doug Wickstrom per computer con sistemi Windows recenti.Vista- 7-8-10

Qui puoi scaricare un file zip autoestraente. Lanciando il file .exe Si creera una cartella con all’interno il file BGPsetup.msi. Clicca sul file BGPsetup.msi e si avvierà la installazione.

Attenzione per poter leggere lo Help dovete installare il software il lettore di vecchie versioni di help. Lo potete scaricare nel sito Microsoft . https://support.microsoft.com/it-it/kb/917607 .

Attenzione

Questo è un applicazione sperimentale si declina ogni responsabilità per eventuali danni a files e computer. Si consiglia di creare un punto di ripristino sul computer prima della installazione. Vedi istruzioni di Windos su come creare un punto di ripristino.

Scarica

Se siete interessati anche alla versione portabile che funziona anche da chiavetta usb senza installare il programma Scaricatela qui:

SCARICA VERSIONE PORTABILE

Bagpipe Player Software by Doug Wickstrom is one of the most popular bagpipe music writing software. Unfortunately it worked only on older versions of Windows from 95 to NT sometimes on XP 32-bit. Some time ago I created a portable version that ran on a virtual machine, but for many it was complicated to use. I am happy to announce that now I have created an installer to run bagpipe player Player also on Windows 7 – 8 – 10 32 and 64 bits

Installer for Bagpipe Player by Doug Wickstrom for computer with newer Windows systems..Vista-7-8-10

Here you can download a self-extracting zip file. Launching the .exe files It will create a folder with the files BGPsetup.msi. Click on BGPsetup.msi files and will start the installation.

Warning in order to read the Help you need to install the Reader for old versions of help. You can download it in the Microsoft website. https://support.microsoft.com/kb/917607 .

Warning

This is an experimental application we assume no responsibility for any damage to files and computers. It is recommended to create a recovery point on the computer before the installation. See Windos’s instructions on creating a restore point.

Download

If you need a portable version of Bagpipe player that work without installation, also in a pendrive just plugged in a computer you can download here:

Download Portable version

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LA COSTRUZIONE DEL REPERTORIO

 

come combattere la “bulimia” da spartito !

ripubblicazione

La costruzione del repertorio

Fase 1
Nella fase 1 stiamo lavorando essenzialmente sul PC e di tanto in tanto imbracciamo la Bestia.
E’ la prima fase in cui si può pensare di iniziare a imbastire un repertorio, prima e’ chiaramente prematuro.In generale, rispetto ai brani che il proprio insegnante da’ da studiare ci si dovrebbero concedere pochissime deviazioni.
Se abbiamo avuto da studiare “Scotlad the Brave” possiamo pensare di studiare per conto nostro una cosa tipo “Rowan Tree” o “Balmoral”, insomma un componimento dello stesso tipo (4/4 march) e grosso modo dello stesso livello di difficoltà che perèò per un motivo o per l’altro, vogliamo imparare.
In questa fase, tra l’altro, le idee su come organizzare un repertorio non sono per nulla chiare – giocoforza. Sentiamo un pezzo su un disco e ce ne innamoriamo, ne sentiamo un altro in una colonna sonora di un film e ci perdiamo la testa, vorremmo studiarli e suonarli tutti.

Calma e gesso.

I pezzi che ci propone il nostro insegnante più uno – massimo due – pezzi di “svago” di simile caratura.
Stop, se mettiamo troppa carne al fuoco rischiamo di lavorare male in una fase in cui invece dobbiamo concentrare al massimo le risorse.

Fase 2
E’ passato un po’ di tempo e abbiamo le idee più chiare e, soprattutto, abbiamo iniziato a suonare in una band o, comunque, di tanto in tanto incontriamo qualche altro disperato che si danna l’anima con la bestia e ci farebbe piacere suonare qualcosa insieme.
A questo punto scopriamo che ci sono una serie di pezzi che , per qualche arcano motivo, sono lo zoccolo duro che tutti sanno e che tutti possono suonare quando si incontrano.
E’ il cosiddetto repertorio da “massed band” che comprende una sfilza di brani oramai straclassici.
Qualche tempo fa Thomas Grotrian ha pubblicato un bel libretto dove sono raccolti in bell’ordine (il libro si chiama “The Pipefest Collection”) ma si possono trovare anche on-line sul sito www.pipefest.com dell’organizzazione no-profit “Pipefest” nella sezione “music”.

Ecco, quella mi sembra che si possa considerare la “base” che un po’ tutti dovrebbero conoscere.
Oltre alla “base”, nella fase 2 potremo scegliere un altra manciata di brani da studiare, ma qui ormai siamo scafati al punto giusto, sappiamo quali brani scegliere in ragione delle nostre capacità e del nostro gusto e , sopratutto, in questa fase se sentiamo un CD riusciamo a capire quali brani potrebbero essere alla nostra portata e quali decisamente “fuori target”.

Fase 3

 

In questa fase siamo quasi diventati delle vecchie volpi e, sopratutto, abbiamo anche le idee ben chiare su cosa fare “da grandi”.

Se facciamo parte di una band, ad esempio, ci concentreremo sul repertorio della band e faremo l’impossibile per suonare tutto (nota x nota e gracenote x gracenote) come da manuale.
Nel frattempo metteremo in cantiere anche un po’ di cose che ci piacciono (finalmente!) tipo un bel MSR , un paio di 6/8, un paio di Hornpipe e Jig et voilà, il gioco e’ fatto.

Se suoniamo da soli ci concentreremo sullo studio di qualche brano “palestra”, cioè qualche brano leggerissimamanete al di sopra di nostri standard del momento, di quelli che hanno riusciamo a suonare ma che, accidenti a loro, quà e là hanno quel passaggino del cavolo o quella battuta maledetta che ogni volta ci fa dannare l’anima……..
Accanto a questi, ci saranno tutti i brani accumulati in precedenza e che di tanto in tanto andremo a rinfrescare e , tra questi , potremo scegliere quelli da combinare insieme per mettere su qualche set carino da suonare in santa pace quando si vuole provare lo strumento “a cervello spento” o quando si vuol fare baracca la sera nel pub o quando si guidano le truppe in battaglia sotto il rombo della mitraglia.

Ci sarebbe poi il discorso pibroch, ma qui lascio la parola al Sindaco.

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Armando e la brutta notizia

Questa storia di Armando è, purtroppo, una di quelle che non dovrebbero mai essere raccontate. L’affetto per il personaggio principale della vicenda, del quale per ovvi motivi ho cambiato il nome, mi ha spinto a narrarla. La musica in genere è fatta per gli altri, quando diventa fine a se stessa perde il suo senso; mi è sembrato quindi doveroso rendere omaggio nell’unico modo che conosco a chi percorre adesso strade sconosciute, e rendervi partecipi di questa esperienza.

 

 

 

Armando ha un grosso difetto: è molto sensibile. Si preoccupa quando qualcuno ha problemi, a volte si immedesima tanto da entrare nei panni dell’altro e stenta ad uscirne, come certi attori che non riescono più a uscire dal personaggio che interpretano. Ecco, ci sono momenti in cui Armando si trova in questa situazione. E di recente è successo di nuovo.

 

La nuova edizione della Spring School era appena finita. Come al solito, il nostro amico aveva dovuto rinunciare al workshop finale (ma che peccato, quanto ci avrebbe pensato nei giorni successivi) e aveva fatto rientro a casa una sera di domenica, con un mal di testa da impazzire. Certo, un motivo per soffrire così c’era: la sera prima (o meglio, la notte prima… meglio ancora, la mattina prima) si era andato a coricare intorno alle tre e mezza – quattro, dopo il concerto finale della School e soprattutto la sbornia finale al pub vicino al teatro. Certo, si era divertito assai, aveva conosciuto gente nuova e simpatica, ma quel tirare tardi aveva avuto effetti deleteri nel pomeriggio della partenza: imbarcatosi sul volo che lo avrebbe portato in Sicilia, non capì nemmeno quando l’aereo si staccò da terra. E dire che il decollo è il momento che più lo emoziona in un viaggio aereo! Comunque, il malessere era davvero forte. Non diminuì fino a notte tarda, quando finalmente arrivò a casa e andò a coricarsi, dopo sette ore tra viaggio e tempi di attesa di treno, aereo e pullman.

 

Riuscì, tutto sommato, a dormire abbastanza bene, a riposare quel tanto che bastava per riprendere il lavoro. La mattina, infatti, si era alzato fresco quasi come un quarto di pollo. Non poteva immaginare cosa lo avrebbe aspettato a scuola.

 

Sì, perché Armando è un maestro elementare. Quando i bambini fanno i bambini, e non fanno finta di fare gli adulti copiandone sempre, senza eccezioni, gli aspetti peggiori, li adora e passa sopra le loro monellerie, nel senso che le giustifica pur rimproverandoli quando ce n’è bisogno. Varcato il portone della scuola notò una certa freddezza nei visi dell’assistente agli alunni disabili e in una delle addette alla portineria. Salite le scale e arrivato al corridoio, salutò la bidella che rispose con un mezzo sorriso e le chiese se qualcosa non andava; la signora parlava di un problema con il telefono interno, e in quel momento Armando si accorse di alcuni cartelloni appesi alla parete e di un vaso di gigli poggiato per terra. Cercò di capire meglio di cosa si trattava quando sentì la voce della signora.

 

– Maestro, ma lei niente sa? Non lo sa cos’è successo?

 

– No, cos’è successo?

 

– Non lo sa di Fabio, il bambino della quinta B?!

 

Fu a quel punto che leggendo meglio le scritte dei cartelloni e vedendo le foto incollate sopra, capì che quel bambino non c’era più. Se lo era portato via un arresto cardiaco, a dieci anni, mentre giocava con il pallone, sotto casa. Si avvicinarono le altre maestre, anche loro con un’espressione scura in volto. Il fatto era successo alcuni giorni prima, ma Armando era partito e nessuno gli aveva detto nulla. Una collega gli spiegò meglio nei dettagli cosa era successo, e perché non lo avesse avvisato prima, mentre era fuori a studiare alla Spring School. A quel punto, l’unica cosa da fare, per non entrare in un cerchio mentale fatto di dolore, era di prendere l’alunno disabile col quale lavorava dall’inizio dell’anno e farlo studiare, pensando solo a quello.

 

Tornando a casa, e vedendo per la strada le magliette, i fiori, le letterine e i giocattoli appesi nell’inferriata davanti alla quale il bambino era morto, pensò a qualcosa da fare per lui. Sarebbe andato con le altre maestre a portare un fiore al cimitero, sicuramente; ma di altro, al momento, aveva bisogno per quel monello bellissimo e dolce che se n’era andato così. L’unica cosa che poteva fare, da maestro ma soprattutto da piper, era di dedicargli un brano. Così, iniziò la sessione pomeridiana di studio suonando ‘My Home’ per lui, solo per Fabio. Fu il modo meno carico di emotività per ricordarlo, io stesso lo capii quando Armando mi parlò di questo fatto, con la voce che gli si incrinava. E mi disse anche che, pur non ripassando da tempo quella slow air, non gli era venuta mai così bene.

 

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LE PRIME TRACCE …

 

ripubblicazione

Inizia il nostro percorso nella “storia” delle Pipe Band

 


 

tratto dall’opera “The Great Highland Bagpipe” cd-rom n.3 – per gentile concessione degli autori


atto 1° : Il concerto di Hyde Park del 1803

 

:

Il giornale “Edinburgh Courant” del 3 novembre 1803 riporta la cronaca di un concerto della banda di cornamuse e tamburi dei volontari della milizia “Loyal North Britons” , tenutosi alcuni giorni prima a Hyde Park, Londra.

Il giornale riporta anche alcuni dettagli relativi all’esibizione:
la banda eseguì alcuni brani popolari dell’epoca, tra cui “Over the Hills and Far Away“.

Il concerto ebbe un grande successo di pubblico che accolse l’esibizione con grandissimo calore, probabilmente dovuto anche all’ondata di crescente patriottismo marziale che la minaccia napoleonica stava suscitando nelle isole britanniche.

A conoscenza dello scrivente, si tratta della prima testimonianza storica in cui si fa esplicito riferimento a una banda composta da cornamuse e tamburi (Pipes & Drums).

Esistono però anche altre fonti precedenti dalle quali si potrebbe dedurre indirettamente che una formazione di cornamuse e tamburi fosse stata adottata in ambito militare già qualche tempo prima.

Ad esempio, i risultati della gara di piobaireachd della London Highland Society del 1797 riportano quale terzo classificato tale Donald MacNab, Pipe-Major del 4° rgt, Breadalbane Fencibles, il che lascerebbe intendere che l’unità in questione avesse già all’epoca inquadrato in una struttura di tipo Pipe Band i propri piper.

(continua)

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