Il nuovo sito

Salve, benvenuti nel nuovo sito dell’ Associazione Piper Italiani- Bagpipe Italian Group.

Speriamo di farvi cosa gradita con questa nuova veste grafica. Il Sito permette la consultazione di tutti gli articoli a tutti i fruitori, ma per chi si registra ci sarà la possibiltà di interagire maggiormente: lasciano commenti, usando il forum e mendando messaggi privati agli altri utenti del sito.

I nuovi utenti, per registrarsi dovranno seguire le istruzioni presenti nella pagina registrati . Chi era che erano già registrato sul vecchio sito dovrà solo richiedere di resettare la password ( anche se la ricorda) per poter riattivare l’ account. Le istruzioni verranno inviate alla mail con cui vi eravate registrati la prima volta

Se effettuando una nuova registrazione vi appare il messaggio email già presente vuol dire che eravate già registrati nel vecchio sito e potete richiedere di azzerare la password. Le istruzioni verranno inviate alla mail con cui vi eravate registrati la prima volta.

Naturalmente il sito deve ancora essere testato profondamente quindi se trovate problemi vi preghiamo di inviare una mail a : admin(chiocciola)bagpipe.it

 

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Spring School 2018

Call for spring School.

English text below italian
Cari amici, stiamo organizzando la nuova spring school 2018. sarà una occasione speciale per progredire nello studio e un’ottima
opportunità per sostenere esami di vario livello. abbiamo cercato di fare tesoro dell’esperienza passata per ottimizzare ancora di più i tempi e le occasioni di incontro con gli insegnanti. ci sarà Roddy MacLeod M.B.E., ci sarà un altro insegnante del National Piping Centre, e ci sarà Alberto Massi.
DOVE la scarsità di tempo a disposizione ci ha costretti a muoverci su strade già
tracciate, che però ci auguriamo rivestano per tutti una piacevole location per la scuola: CALAMBRONE presso Il Cenacolo.
Questo ostello ha già ospitato tre gathering ed è adatto anche alla spring,
avendo tre possibili stanze per lo studio ed eventuali esami. E’ raggiungibile con facilità da ogni angolo d’Italia, in pratica si arriva a Pisa (aeroporto o stazione) e poi ci sono bus regolari che portano proprio davanti alla struttura.
QUANDO da giovedì 26 a domenica 29 aprile. QUANTO come sapete il BIG/API cercherà di avere alla fine un conto 0 tra costi e
ricavi, non abbiamo nessuna velleità di guadagno ma vogliamo cercare di dare a tutti l’opportunità di un evento così prezioso per la propria formazione come piper. Ogni partecipante in più ci consentirà di abbassare i costi, motivo per ciascuno di voi di fare pubblicità e essere in tanti! Non possiamo pertanto quantificare esattamente il costo, ma per essere realisti si parlerà di circa 300-400 euro corso e pensione completa inclusi (sono esclusi il viaggio e gli esami che tra l’altro variano nel costo anche da livello a livello). Sarà possibile venire alla spring con accompagnatori, che durante i corsi potranno andare al mare, dalla struttura basta attraversare la strada per essere in spiaggia o a visitare Pisa c’è un bus che porta in centro o andare a visitare il parco di San Rossore a soli 20Km, i più “avventurosi possono fare un giro a Firenze circa 90 km o vagare per la bellissima campagna e costa toscana
ABBIAMO BISOGNO DI VOI. PER FAVORE COMUNICATECI LA VOSTRA ADESIONE DI
MASSIMA. OVVIAMENTE NON SARA’ IMPEGNATIVA E POTRETE DECIDERE ENTRO IL 28 FEBBRAIO, MA CI CONSENTIRA’ DI PROGRAMMARE L’EVENTO AL MEGLIO. AIUTATECI A MANTENERE QUESTI INCONTRI CHE SONO INDISPENSABILI AL MOVIMENTO DEL PIPING IN ITALIA.
Per info non impegnative rivolgersi qui:
https://goo.gl/forms/r5bgHcetmUJCOcAP2
    English text
We are trying to organize our next spring school.
Roddy MacLeod M.B.E. and another National Piping Centre teacher will join us to form a very strong teaching team, with also Alberto Massi as supplementary support. We will try to take advantage from your feedback and suggestions in order to propose an even more exciting and useful piping event.
WHERE
We have decided to utilize the Calambrone – il Cenacolo (the one we used for three BIG gatherings), located on the seaside between Livorno and Pisa. It is fairly easy to be reached and has three different rooms we could use for teaching.
WHEN
from april 26th (thursday) to 29th (sunday)
HOW MUCH…
As usual we will try to keep costs at the lowest level possible, every single piper attending the school will contribute to keep the prices low. As a general reference, the cost would be between 300 and 400 euros, which includes accommodation and teaching. Trip and examination fees are excluded.
We kindly ask you to informally call your interest for the school before december 14th, so that we can have a clue about possible attendance. This is not a real booking, that will take place from. Genuary 1st to February 28th. Just an interest call!
It will be possible to come to the spring school with chaperons, who can go to the sea during the courses, from the hotel just cross the road to be on the beach or to visit Pisa there is a bus leading into the center or going to visit the park of San Rossore at only 20Km, the most adventurous ones can take a ride around Florence about 90 km or wander through the beautiful countryside and Tuscan coast.
info at google form:
https://goo.gl/forms/r5bgHcetmUJCOcAP2
The Organizers
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Bagpipe Player per computer moderni

English text below

Bagpipe Player Software by Doug Wickstrom é uno dei più conosciuti software la scrittura musicale per pipes. Sfortunatamente funzionava solo su vecchie versioni di Windows da 95 a NT a volte su XP a 32 bit. Tempo fa avevo creato una versione portabile che girava su una virtual machine, ma per molti era complicata da usare. Sono felice di annunciare che adesso ho creato un installatore per far funzionare bagpipe Player Player anche su Windows 7 – 8 – 10 32 e 64 bit

Installatore per Bagpipe Player di Doug Wickstrom per computer con sistemi Windows recenti.Vista- 7-8-10

Qui puoi scaricare un file zip autoestraente. Lanciando il file .exe Si creera una cartella con all’interno il file BGPsetup.msi. Clicca sul file BGPsetup.msi e si avvierà la installazione.

Attenzione per poter leggere lo Help dovete installare il software il lettore di vecchie versioni di help. Lo potete scaricare nel sito Microsoft . https://support.microsoft.com/it-it/kb/917607 .

Attenzione

Questo è un applicazione sperimentale si declina ogni responsabilità per eventuali danni a files e computer. Si consiglia di creare un punto di ripristino sul computer prima della installazione. Vedi istruzioni di Windos su come creare un punto di ripristino.

Scarica

Se siete interessati anche alla versione portabile che funziona anche da chiavetta usb senza installare il programma Scaricatela qui:

SCARICA VERSIONE PORTABILE

Bagpipe Player Software by Doug Wickstrom is one of the most popular bagpipe music writing software. Unfortunately it worked only on older versions of Windows from 95 to NT sometimes on XP 32-bit. Some time ago I created a portable version that ran on a virtual machine, but for many it was complicated to use. I am happy to announce that now I have created an installer to run bagpipe player Player also on Windows 7 – 8 – 10 32 and 64 bits

Installer for Bagpipe Player by Doug Wickstrom for computer with newer Windows systems..Vista-7-8-10

Here you can download a self-extracting zip file. Launching the .exe files It will create a folder with the files BGPsetup.msi. Click on BGPsetup.msi files and will start the installation.

Warning in order to read the Help you need to install the Reader for old versions of help. You can download it in the Microsoft website. https://support.microsoft.com/kb/917607 .

Warning

This is an experimental application we assume no responsibility for any damage to files and computers. It is recommended to create a recovery point on the computer before the installation. See Windos’s instructions on creating a restore point.

Download

If you need a portable version of Bagpipe player that work without installation, also in a pendrive just plugged in a computer you can download here:

Download Portable version

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LA COSTRUZIONE DEL REPERTORIO

 

come combattere la “bulimia” da spartito !

ripubblicazione

La costruzione del repertorio

Fase 1
Nella fase 1 stiamo lavorando essenzialmente sul PC e di tanto in tanto imbracciamo la Bestia.
E’ la prima fase in cui si può pensare di iniziare a imbastire un repertorio, prima e’ chiaramente prematuro.In generale, rispetto ai brani che il proprio insegnante da’ da studiare ci si dovrebbero concedere pochissime deviazioni.
Se abbiamo avuto da studiare “Scotlad the Brave” possiamo pensare di studiare per conto nostro una cosa tipo “Rowan Tree” o “Balmoral”, insomma un componimento dello stesso tipo (4/4 march) e grosso modo dello stesso livello di difficoltà che perèò per un motivo o per l’altro, vogliamo imparare.
In questa fase, tra l’altro, le idee su come organizzare un repertorio non sono per nulla chiare – giocoforza. Sentiamo un pezzo su un disco e ce ne innamoriamo, ne sentiamo un altro in una colonna sonora di un film e ci perdiamo la testa, vorremmo studiarli e suonarli tutti.

Calma e gesso.

I pezzi che ci propone il nostro insegnante più uno – massimo due – pezzi di “svago” di simile caratura.
Stop, se mettiamo troppa carne al fuoco rischiamo di lavorare male in una fase in cui invece dobbiamo concentrare al massimo le risorse.

Fase 2
E’ passato un po’ di tempo e abbiamo le idee più chiare e, soprattutto, abbiamo iniziato a suonare in una band o, comunque, di tanto in tanto incontriamo qualche altro disperato che si danna l’anima con la bestia e ci farebbe piacere suonare qualcosa insieme.
A questo punto scopriamo che ci sono una serie di pezzi che , per qualche arcano motivo, sono lo zoccolo duro che tutti sanno e che tutti possono suonare quando si incontrano.
E’ il cosiddetto repertorio da “massed band” che comprende una sfilza di brani oramai straclassici.
Qualche tempo fa Thomas Grotrian ha pubblicato un bel libretto dove sono raccolti in bell’ordine (il libro si chiama “The Pipefest Collection”) ma si possono trovare anche on-line sul sito www.pipefest.com dell’organizzazione no-profit “Pipefest” nella sezione “music”.

Ecco, quella mi sembra che si possa considerare la “base” che un po’ tutti dovrebbero conoscere.
Oltre alla “base”, nella fase 2 potremo scegliere un altra manciata di brani da studiare, ma qui ormai siamo scafati al punto giusto, sappiamo quali brani scegliere in ragione delle nostre capacità e del nostro gusto e , sopratutto, in questa fase se sentiamo un CD riusciamo a capire quali brani potrebbero essere alla nostra portata e quali decisamente “fuori target”.

Fase 3

 

In questa fase siamo quasi diventati delle vecchie volpi e, sopratutto, abbiamo anche le idee ben chiare su cosa fare “da grandi”.

Se facciamo parte di una band, ad esempio, ci concentreremo sul repertorio della band e faremo l’impossibile per suonare tutto (nota x nota e gracenote x gracenote) come da manuale.
Nel frattempo metteremo in cantiere anche un po’ di cose che ci piacciono (finalmente!) tipo un bel MSR , un paio di 6/8, un paio di Hornpipe e Jig et voilà, il gioco e’ fatto.

Se suoniamo da soli ci concentreremo sullo studio di qualche brano “palestra”, cioè qualche brano leggerissimamanete al di sopra di nostri standard del momento, di quelli che hanno riusciamo a suonare ma che, accidenti a loro, quà e là hanno quel passaggino del cavolo o quella battuta maledetta che ogni volta ci fa dannare l’anima……..
Accanto a questi, ci saranno tutti i brani accumulati in precedenza e che di tanto in tanto andremo a rinfrescare e , tra questi , potremo scegliere quelli da combinare insieme per mettere su qualche set carino da suonare in santa pace quando si vuole provare lo strumento “a cervello spento” o quando si vuol fare baracca la sera nel pub o quando si guidano le truppe in battaglia sotto il rombo della mitraglia.

Ci sarebbe poi il discorso pibroch, ma qui lascio la parola al Sindaco.

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Armando e la brutta notizia

Questa storia di Armando è, purtroppo, una di quelle che non dovrebbero mai essere raccontate. L’affetto per il personaggio principale della vicenda, del quale per ovvi motivi ho cambiato il nome, mi ha spinto a narrarla. La musica in genere è fatta per gli altri, quando diventa fine a se stessa perde il suo senso; mi è sembrato quindi doveroso rendere omaggio nell’unico modo che conosco a chi percorre adesso strade sconosciute, e rendervi partecipi di questa esperienza.

 

 

 

Armando ha un grosso difetto: è molto sensibile. Si preoccupa quando qualcuno ha problemi, a volte si immedesima tanto da entrare nei panni dell’altro e stenta ad uscirne, come certi attori che non riescono più a uscire dal personaggio che interpretano. Ecco, ci sono momenti in cui Armando si trova in questa situazione. E di recente è successo di nuovo.

 

La nuova edizione della Spring School era appena finita. Come al solito, il nostro amico aveva dovuto rinunciare al workshop finale (ma che peccato, quanto ci avrebbe pensato nei giorni successivi) e aveva fatto rientro a casa una sera di domenica, con un mal di testa da impazzire. Certo, un motivo per soffrire così c’era: la sera prima (o meglio, la notte prima… meglio ancora, la mattina prima) si era andato a coricare intorno alle tre e mezza – quattro, dopo il concerto finale della School e soprattutto la sbornia finale al pub vicino al teatro. Certo, si era divertito assai, aveva conosciuto gente nuova e simpatica, ma quel tirare tardi aveva avuto effetti deleteri nel pomeriggio della partenza: imbarcatosi sul volo che lo avrebbe portato in Sicilia, non capì nemmeno quando l’aereo si staccò da terra. E dire che il decollo è il momento che più lo emoziona in un viaggio aereo! Comunque, il malessere era davvero forte. Non diminuì fino a notte tarda, quando finalmente arrivò a casa e andò a coricarsi, dopo sette ore tra viaggio e tempi di attesa di treno, aereo e pullman.

 

Riuscì, tutto sommato, a dormire abbastanza bene, a riposare quel tanto che bastava per riprendere il lavoro. La mattina, infatti, si era alzato fresco quasi come un quarto di pollo. Non poteva immaginare cosa lo avrebbe aspettato a scuola.

 

Sì, perché Armando è un maestro elementare. Quando i bambini fanno i bambini, e non fanno finta di fare gli adulti copiandone sempre, senza eccezioni, gli aspetti peggiori, li adora e passa sopra le loro monellerie, nel senso che le giustifica pur rimproverandoli quando ce n’è bisogno. Varcato il portone della scuola notò una certa freddezza nei visi dell’assistente agli alunni disabili e in una delle addette alla portineria. Salite le scale e arrivato al corridoio, salutò la bidella che rispose con un mezzo sorriso e le chiese se qualcosa non andava; la signora parlava di un problema con il telefono interno, e in quel momento Armando si accorse di alcuni cartelloni appesi alla parete e di un vaso di gigli poggiato per terra. Cercò di capire meglio di cosa si trattava quando sentì la voce della signora.

 

– Maestro, ma lei niente sa? Non lo sa cos’è successo?

 

– No, cos’è successo?

 

– Non lo sa di Fabio, il bambino della quinta B?!

 

Fu a quel punto che leggendo meglio le scritte dei cartelloni e vedendo le foto incollate sopra, capì che quel bambino non c’era più. Se lo era portato via un arresto cardiaco, a dieci anni, mentre giocava con il pallone, sotto casa. Si avvicinarono le altre maestre, anche loro con un’espressione scura in volto. Il fatto era successo alcuni giorni prima, ma Armando era partito e nessuno gli aveva detto nulla. Una collega gli spiegò meglio nei dettagli cosa era successo, e perché non lo avesse avvisato prima, mentre era fuori a studiare alla Spring School. A quel punto, l’unica cosa da fare, per non entrare in un cerchio mentale fatto di dolore, era di prendere l’alunno disabile col quale lavorava dall’inizio dell’anno e farlo studiare, pensando solo a quello.

 

Tornando a casa, e vedendo per la strada le magliette, i fiori, le letterine e i giocattoli appesi nell’inferriata davanti alla quale il bambino era morto, pensò a qualcosa da fare per lui. Sarebbe andato con le altre maestre a portare un fiore al cimitero, sicuramente; ma di altro, al momento, aveva bisogno per quel monello bellissimo e dolce che se n’era andato così. L’unica cosa che poteva fare, da maestro ma soprattutto da piper, era di dedicargli un brano. Così, iniziò la sessione pomeridiana di studio suonando ‘My Home’ per lui, solo per Fabio. Fu il modo meno carico di emotività per ricordarlo, io stesso lo capii quando Armando mi parlò di questo fatto, con la voce che gli si incrinava. E mi disse anche che, pur non ripassando da tempo quella slow air, non gli era venuta mai così bene.

 

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LE PRIME TRACCE …

 

ripubblicazione

Inizia il nostro percorso nella “storia” delle Pipe Band

 


 

tratto dall’opera “The Great Highland Bagpipe” cd-rom n.3 – per gentile concessione degli autori


atto 1° : Il concerto di Hyde Park del 1803

 

:

Il giornale “Edinburgh Courant” del 3 novembre 1803 riporta la cronaca di un concerto della banda di cornamuse e tamburi dei volontari della milizia “Loyal North Britons” , tenutosi alcuni giorni prima a Hyde Park, Londra.

Il giornale riporta anche alcuni dettagli relativi all’esibizione:
la banda eseguì alcuni brani popolari dell’epoca, tra cui “Over the Hills and Far Away“.

Il concerto ebbe un grande successo di pubblico che accolse l’esibizione con grandissimo calore, probabilmente dovuto anche all’ondata di crescente patriottismo marziale che la minaccia napoleonica stava suscitando nelle isole britanniche.

A conoscenza dello scrivente, si tratta della prima testimonianza storica in cui si fa esplicito riferimento a una banda composta da cornamuse e tamburi (Pipes & Drums).

Esistono però anche altre fonti precedenti dalle quali si potrebbe dedurre indirettamente che una formazione di cornamuse e tamburi fosse stata adottata in ambito militare già qualche tempo prima.

Ad esempio, i risultati della gara di piobaireachd della London Highland Society del 1797 riportano quale terzo classificato tale Donald MacNab, Pipe-Major del 4° rgt, Breadalbane Fencibles, il che lascerebbe intendere che l’unità in questione avesse già all’epoca inquadrato in una struttura di tipo Pipe Band i propri piper.

(continua)

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BOB WORRALL

BOB WORRALL – Burlington, Ontario

Bob Worrall è stato Istruttore Capo per  l’ Highland Musical Arts School sin dalla nascita di quest’istituzione risalente al 2000. Bob è uno dei principali insegnanti, giudici e musicisti di tutto il Nord America.

Prima di abbandonare le competizione nel 1983, Bob ha vinto il North American Professional Championship per ben sette volte e ha detenuto per 12 anni sui tredici di carriera competitiva l’ Ontario Championship Supreme Title.

Nel 1977 Bob ha vinto entrambi gli eventi  March and the Strathspey/Reel al Northern Meeting di Inverness, Scotland.

Altamente richiesto come giudice nelle più grandi competizioni internazionali (Argyllshire Gathering in Oban, Cowal Championships in Dunoon, Cowal and Ulster Championships.  Bob è inserito nella lista dei senior adjudicators presso la Piobaireachd Society ed è qualificato sia per le competizioni di  piobaireachd che di light music.  Nel 2000 ha prestato il servizio di giudice al  Bratach Gorm in London,  diventando il primo giudice proveniente dall’estero ad essere chiamato per uno tra gli eventi più importanti nel campo del solo piping.

Le composizioni di Bob Worrall compaiono in diverse collezioni di musica. Ha pubblicato The International Collection of Highland Bagpipe Music, Books 1 & 2

 

BOB WORRALL – Burlington, Ontario

Bob Worrall has been Chief Piping Instructor for the Highland Musical Arts School from its inception in 2000.  He is one of North America‘s leading teachers, adjudicators and performers.  Prior to retiring from competitive piping in 1983, Bob won the North American Professional Championship an unprecedented seven times, and held the Ontario Championship Supreme title for 12 of his 13 years in professional competition.  In 1977, he was winner of both the March and the Strathspey/Reel events at the Northern Meeting in Inverness, Scotland.

Bob is highly sought after as a teacher, both for bagpipe workshops and private tuition, and he presents recitals throughout North America and elsewhere.  All of this has taken him, in recent years, to 35 states in the U.S., coast to coast in Canada, to Uruguay, Brittany, South Africa and Scotland.

Last August Bob adjudicated piping events at the Argyllshire Gathering in Oban, Scotland.  Along with another Canadian, Bob was the first overseas adjudicator ever selected for this prestigious event.  Bob also served on the judges’ panel for solo events at the 2006 Cowal Championships in Dunoon, Scotland, and for events at the World Pipe Band Championships in Glasgow.  His judging background includes previous Cowal and Ulster Championships and the national pipe band championships in New Zealand.  Bob is on the panel of senior adjudicators for The Piobaireachd Society, qualified for both piobaireachd and light music.  In 2000 he judged the Bratach Gorm in London, becoming the first overseas adjudicator ever invited to judge a major solo event in the U.K.

Bob’s compositions appear in several contemporary piping collections.  He has published The International Collection of Highland Bagpipe Music, Books 1 and 2.  Publication of a third book is planned.  He has recorded “The Classical Bagpipe”, was included on the Lismor recording, “An Evening of Champions”, and is featured, along with Willie McCallum, in Volume 1 of The Piping Centre’s 1997 recording series.

After touring with the stage band for the dance production “Immrama”, he has been performing with the group “Scantily Plaid”.  This venture has helped highlight his skills, not only as a Highland piper, but also as a performer on the Scottish small pipes and reel pipes.  The group released its title album in 2001, and has performed in South America, France, Scotland, Canada and the U.S. in recent years.

Back in Ontario, Bob has chaired the Music Board for the Pipers’ and Pipe Band Society of Ontario and coordinates the annual George Sherriff Memorial Invitational Competition, which showcases North America‘s top amateur pipers.

An educator by profession, Bob retires this year as chair of the Social Science department and Coordinator of Student Activities at Queen Elizabeth Park School in Oakville, Ontario.

 

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I COMPITI DEL PIPER MILITARE

Le funzioni del piper nel reggimento

In tutti i reggimenti scozzesi il  piper è chiamato a suonare tutti brani che scandiscono la vita quotidiana dell’unità.

Ciò avviene regolarmente in caserma, quanto più spesso possibile nei campi e in accantonamento nei pressi delle zone di operazioni.

Di seguito  sono riportati i brani usati in ciascun reggimento.

Oltre ad annunciare tutti i momenti principali della vita quotidiana dei suoi commilitoni,  il piper ha anche funzioni  operative che variano da reggimento a reggimento. Nei reggimenti di cavalleria o di fanteria corazzata i piper hanno un proprio carro al cui comando c’è il Pipe Major. Nei reggimenti di  fanteria aviotrasportata o di fanteria leggera, i piper costituiscono una squadra di specialisti, in genere   addetti all’arma pesante di supporto.

Il principio adottato da tutti gli eserciti moderni di suddividere gli uomini in gruppi operativi semi indipendenti trova una sua applicazione ideale tra i piper, che sono abituati al lavoro di gruppo all’interno della pipe band e che pertanto si adattano automaticamente e naturalmente alla organizzazione della squadra o del plotone.

La figura del piper nel reggimento

Anche nell’Esercito Britannico del terzo millennio il piper continua ad essere una figura importantissima. Il suo ruolo è duplice: come soldato svolge tutti i servizi ordinari collegati al proprio grado e  qualifica,  e come piper è chiamato a suonare in tutte le occasioni formali.

La duplice funzione di soldato e musicista è stata probabilmente l’ancora di salvezza che ha consentito la sopravvivenza dei piper nei reggimenti Scozzesi  a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 del XX secolo, periodo in cui l’Esercito Britannico ha sciolto numerosissime bande reggimentali i cui componenti erano invece musicisti puri.

Oggi il piper è una figura di prestigio per il reggimento e un personaggio amatissimo da tutti i suoi componenti, soldati ed ufficiali.

Il piper essendo innanzitutto un soldato è partecipe e consapevole della routine, delle durezze e delle difficoltà del mestiere delle armi, per cui i soldati lo considerano innanzitutto un proprio simile e commilitone.

La sua funzione musicale e cerimoniale aggiunge una dimensione storica, quasi leggendaria, oltre a rappresentare una vera e propria risorsa per il reggimento. Per questo viene considerato un personaggio della massima importanza nel reggimento ed è l’oggetto di una affetto possessivo e profondo.

Se per l’autore è estremamente difficile riuscire ad illustrare il tipo di atteggiamento che i soldati scozzesi hanno nei confronti dei piper del proprio reggimento, può forse essere d’aiuto al lettore cercare di immaginare il tipo di considerazione che gli uomini di un clan  del XVIII secolo avevano per il proprio piper.  Il piper di un reggimento scozzese del 3° millennio, che in un qualche modo ne è l’erede dirette, gode anche di una considerazione simile. 

L’inquadramento del piper nel reggimento

Un giovane che oggi si arruolasse in un reggimento scozzese e che, superato l’addestramento di base, volesse intraprendere la carriera di piper verrebbe innanzitutto sottoposto a un esame da parte del Pipe Major per valutarne  capacità e potenzialità. Il Pipe Major è responsabile della pipe band, ne è il sottufficiale in comando e, in collaborazione con il Drum Sergeant e il Drum Major, ne cura l’addestramento sia musicale che militare.

Una volta superato il primo  esame con il Pipe Major  reggimentale, l’aspirante piper viene inviato alla Army School of Piping and Drumming per intraprendere un corso al termine del quale può finalmente fregiarsi del titolo e della qualifica di Army Piper. Poichè i corsi presso la Army School hanno una priorità secondaria rispetto alle esigenze logistiche e operative dell’unità di appartenenza, non è detto che l’aspirante piper possa frequentarlo all’inizio della propria carriera militare. Nelle more, il militare potrà anche suonare nella pipe band e sarà responsabilità esclusiva del Pipe Major occuparsi  dell’insegnamento.  In effetti, non essendo la qualifica di piper associata a particolari aumenti di paga o di carriera, questo secondo scenario è il più comune.

Poichè, però, per accedere al grado di Pipe Major che, ricordiamo, è gerarchicamente di sottufficiale superiore (il nostro maresciallo) è necessario aver pirma completato il corso di piper, si capisce come i soldati debbano primo o poi seguire il corso di piper nel corso della propria carriera.

Una volta che un Army Piper abbia una sufficiente anzianità di servizio, può frequentare il corso di Pipe Major presso l’Army School, al termine della quale si sarà diplomato Pipe Major ma non potrà ottenere questo grado finchè non si sarà materialmente avuta una disponibilità per l’ambita posizione, ad esempio per pensionamento o congedo di un Pipe  Major in servizio.

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PIPE BANDS of SCOTLAND

                                            

 

La verità è che siamo troppo viziati. La verità è che quando vediamo i nomi della Simon Fraser University, della 78th Fraser Highlanders, della St. Laurence O’ Toole, ci si annebbia la vista e cadiamo in estasi, se ci va bene, con un’espressione inebetita nel volto e un tremore interno che ci squassa.

(Per inciso, trattandosi di una recensione, sto parlando di quando vediamo questi nomi sulla copertina di un cd. Figuriamoci quando abbiamo l’opportunità di vederli dal vivo.)

Qual è il problema? Che accanto a questi grandi nomi, ce ne sono altri che un loro significato, spesso, ce l’hanno, ma che a volte circolano ai margini del mercato. Complice il titolo di molti cd singoli, ‘Pipes and Drums of Scotland’, che dice tutto senza dire niente.

La ARC Music è una casa discografica britannica che, come altre nel mondo, si occupa di musica a 360 gradi. Nello specifico nostro, il suo catalogo è ricco di produzioni le cui protagoniste sono pipe bands di diversa estrazione (costituite da militari in servizio, veterani in congedo, corpi di polizia ecc.). Bene, se dovessimo fare una distinzione tra le numerose proposte del mercato, dovremmo mettere in una categoria extra album come Terra Incognita, Live ‘n Well o i due volumi di On Home Ground, in una prima categoria questi di cui sto parlando, in una seconda quelli che (magari con arrangiamenti alla zum-pa-pa) vogliono offrire, in salsa commerciale, alcuni straclassici e brani di musica leggera, creati per tutt’altro tipo di uditorio.

Per fortuna, conosco pochi esempi di questo tipo.

Il neo di questa classificazione è che questi dischi si pongono ad un livello intermedio che non vuol dire assolutamente ‘prodotto di scarso valore’, ma che a noi (abituati male, come dicevo all’inizio) genera un poco di diffidenza. E non è sempre un bene. Perché, per esempio, alcune delle pipe bands rappresentate sono di grado 2 e hanno gareggiato a numerose competizioni compresi i Worlds, raggiungendo risultati dignitosi nella propria categoria. Oppure perché, nel loro piccolo, cercano di uscire fuori da una certa visione stereotipata proponendo brani di compositori moderni, tra cui i nostri amici Bruce Gandy, Michael Grey e Allan McDonald.

Ma non sempre, ahimè, ci riescono.

                                         

 

Ho per le mani il cd della Pride of Murray Pipe Band, l’ultimo dei sei che ho comprato. Guardo la track list e vedo diversi straclassici di cui ho già parlato (giusto per citarne alcuni, Wings, Marie’s Wedding, Rowan Tree tra le 4/4; Green Hills e When the Battle Is Over tra le 3/4; le airs Flower of Scotland, Highland Cathedral e Skye Boat Song; e le 6/8 Cock o’ the North, Farewell to the Creeks, Leaving Port Askaig), e mi interessa avere una versione dei brani che suono anch’io (suono… oddio, che parola grossa…); ma quando ascolto, la band non è omogenea, e qualche piper, di tanto in tanto, sbaglia pure. Poi mi accorgo che questi brani sono presenti in altri due cd della stessa serie.

Lo vogliamo chiamare pacco? Non esageriamo: in una serie di incisioni meno attenta alle sperimentazioni artistiche di altre bands e di altre case discografiche (Greentrax prima tra tutte), è pressoché fisiologico trovare qualcosa di artisticamente (e tecnicamente) meno valido.


                                          

 

Gli altri cd, infatti, sono ben più vitali nell’esecuzione, meglio curati nel suono; le compagni sono meglio assortite, e in un caso (The Police Pipe Bands of Scotland) si può fare un confronto tra cinque gruppi (Tayside, Grampian, Strathclyde, Lothian & Borders, Dumfries & Galloway Constabulary), ognuno con una sua fisionomia ben identificabile.

Per dire, la Strathclyde Police è stata vincitrice dei Worlds nel 1976, 1979, ininterrottamente dal 1981 al 1986 e poi di nuovo dal 1988 al 1991.

Poi, sbucano fuori le Scots Guards con Spirit of the Highlands, e ti si apre il cuore ancora di più. Un po’ perché il set di apertura è preso con disinvoltura e piglio sicuro (e va avanti così fino all’ultima nota dell’ultimo brano dell’ultimo set), un po’ perché… beh, le Scots Guards sono sempre le Scots Guards.


                                           

 

Il reggimento di appartenenza è stato istituito nel 1642 da Archibald, primo Marchese di Argyll, per volere di re Carlo I. Le prime notizie certe di pipers al suo interno risalgono al 1670, quando in un documento si fa cenno alla paga di un company piper. Nel 1853 viene nominato il primo Pipe Major, dando così origine alla struttura moderna della pipe band reggimentale. Oggi, questa comprende sedici membri, tra pipers e drummers, utilizzati sia per mansioni cerimoniali che per il servizio attivo. Le aspettative nei loro confronti, sia in qualità di pipers che di militari, sono sempre alte, e non sono mai state tradite: far parte di questa pipe band è considerato un grande onore. All’epoca di questa incisione (2008), il P/M era Brian Donaldson, vincitore di due Gold Medals, Clasp, March-Strathspey-Reel a Oban, Inverness e Blair Atholl, Bratach Gorm a Londra e altro ancora. Scusate se è poco…

                             

       

Clan Sutherland e Beeston sono due bands dignitose, che fanno bene il loro lavoro anche se non sempre raggiungono vette di genialità; ma il guaio è sempre quello: siamo stati abituati male. Prodotti di questo genere sono comunque soddisfacenti per iniziare, ma possono anche andare bene per incrementare la nostra collezione, accanto ai ‘grandi album’. Tra l’altro, fino a poco tempo fa (purtroppo), il catalogo comprendeva anche cd dei Queen’s Own Highlanders e un’incisione dedicata agli Young Scottish Pipers, con personaggi del calibro di Chris Armstrong, Fred Morrison, Anna Murray, Rory Campbell e altri, alle Highland e alle Border Pipes.

Il repertorio di questi sei cd, e degli altri in catalogo, è abbastanza ampio (come genere, viene escluso solo il pibroch), ma se non si sta attenti si rischia la ripetizione. Scotland the Brave, per esempio, è presente in quattro album, la coppia Green Hills – Battle Is Over in tre (con l’aggiunta di Lochanside in due occasioni), e lo stesso per Sheepwife, Raigmore, Rowan Tree e Leaving Port Askaig; poi, Highland Cathedral, Amazing Grace, Wings, Bluebells of Scotland, Flower of Scotland, Farewell to the Creeks, Glendaruel Highlanders, Cabar Feidh, Lord Alexander Kennedy, Dr McInnes’ Fancy, Mac an Irish in due. Disseminati qua e là, brani, ben consolidati nei repertori, che noi conosciamo bene e che, magari, almeno una volta nella vita abbiamo pensato di voler eseguire: Glasgow City Police Pipers, Mason’s Apron, Maggie Cameron, Arniston Castle, Pretty Marion, Duncan Johnstone, Susan McLeod.

Chiedo scusa se vi ho annoiati con questo lungo elenco, ma era per evidenziare il carattere, per certi versi più ‘popolare’, delle scelte musicali. La cosa, comunque, in sé non è un male: avere due o tre di questi cd, e ascoltarli di tanto in tanto, non ci farà sentire in colpa, anche quando dovremmo metterli accanto a un capolavoro come The Ladies From Hell.

Eccovi delle notizie su alcune bands presenti nella serie:

Beeston & District: fondata nel 1965, ottiene il passaggio al Grade 3 nel 1970 e al Grade 2 cinque anni dopo; nel 1974 vince lo Scottish e il Cowal Championship. Nel 2006 vince il titolo di Champion of Champions in entrambe le categorie Piping e Drumming.

Clan Sutherland: nasce nel 1988 e attira numerosi pipers provenienti dal sud dell’Inghilterra. Nella sua breve vita (viene sciolta nel 1999) colleziona, tra gli altri, il titolo di Champion of Champions della RSPBA, Grade 2. Nelle sue fila ha partecipato Chris Apps, che ha dotato la band delle proprie ance.

Grampian Police: con il nome di Aberdeen City Police Pipe Band, nasce nel 1907 e assume la denominazione attuale nel 1975, in seguito alla riorganizzazione dei due corpi, Aberdeen e Scottish North Eastern Counties Constabulary. La band viene invitata al novantesimo compleanno della Regina Madre nella sua residenza privata, nel 1991. Nello stesso anno vince il primo premio ai Worlds e viene promossa al Grade 2; per i tre anni successivi vince agli Scottish, British, European e Cowal Championships e approda al Grade 1 nel 1995; verrà retrocessa al 2 solo dieci anni dopo.

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DAL 1982 AD OGGI

La guerra del 1982 con l’Argentina per il possesso delle isole Falkland vide impegnata una piccola forza di spedizione anfibia che comprendeva uomini scelti provenienti da diverse unità. Tra questi vi erano uomini delle Scots Guards e, ancora una volta, i soldati scozzesi andarono in guerra con i propri strumenti tradizionali.

La guerra delle Falkland arrestò sul nascere tutti i progetti di riduzione delle forze armate che il governo conservatore del premier Margaret Tatcher stava valutando. Dopo  numerose operazioni di privatizzazione in altri settori per ridurre il deficit pubblico, l’attenzione del governo si stava spostando sull’esercito per ridimensionarne la struttura ed operare così altri tagli alle spesa pubblica.

Il successo folgorante riportato nel remotissimo teatro delle Falkland causò un rinnovato interesse ed affetto per l’esercito da parte della popolazione, e così salvò l’esercito britannico da un drastico ridimensionamento, che sembrava ormai inevitabile.

Dopo le Falkland l’esercito britannico è stato impegnato in numerose operazioni di pacificazione, come in Kossovo, e  nei due conflitti in Irak, nel 1991 e nel 2003-2004.

E’ stato proprio in Irak che i piper hanno di nuovo fatto sentire il suono della cornamusa in azione. Nel 1991 il carro armato dei piper degli Scots Grey attraversò il deserto del Kuwait diretto al confine Irakeno con un piper che suonava sulla torretta, e nel 2004 il Pipe Major Scott Taylor ha suonato ponendosi alla testa di una colonna di corazzati del proprio reggimento che stava per entrare nella zona “calda” di Fallujha.

L’iniziativa di Taylor rappresenta un’azione di grande impatto in uno scenario di conflitto del terzo millennio, sopratutto in considerazione che è avvenuto in aperta violazione dei regolamenti militari. Probabilmente Taylor intendeva compiere un gesto di grande impatto mediatico, ed in questo è stato certamente sostenuto e coperto dai propri superiori

Questi ultimi impieghi operativi, infatti, non hanno comportato per l’Esercito Britannico una grossa ricaduta positiva in termini di pubblicità e di popolarità come era avvenuto per la campagna delle Falkland. 

Così il governo del primo ministro Tony Blair sta portando avanti un programma di drastico ridimensionamento delle forze armate, nell’ambito del quale i reggimenti scozzesi verrebbero pesantemente colpiti. Il progetto prevede infatti l’unione di tutti i reggimenti Scozzesi di fanteria esistenti, Lowland e Highland, che darebbero vita a una super-unità Scozzese indifferenziata.

Questo porterebbe di fatto alla disintegrazione delle tradizioni secolari di ciascun reggimento. Per quanto riguarda le pipe band reggimentali, i progetti del gabinetto Blair sono confusi e contraddittori.

Finora sono state prospettate le soluzioni più varie, dalla formazione di un’unica grande pipe band  alla salvaguardia delle singole pipe band, con tutte le soluzioni intermedie possibili e immaginabili.  Qualora questo progetto di ridimensionamento dovesse essere portato a compimento, il rischio di un colpo di grazia  per l’intera scena del piping nell’ambito dell’Esercito Britannico appare quanto mai concreto.

In attesa  di conoscere la propria sorte, i piper continuano a svolgere il proprio servizio come sempre.

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