BLACK ACETYL BAGPIPES – McCALLUM

Come ormai di tradizione per tutti gli eventi organizzati dall’API/BIG, sia la R.G. Hardie & Co. che la McCallum Bagpipes, hanno sostenuto la Italian Spring Piping School, giunta alla sua terza edizione ed appena conclusasi.

Purtroppo una serie di disguidi nelle consegne postali e la mia lunga assenza dallo studio professionale, che per mere e “spicciole” ragioni esistenziali sono ancora costretto a frequentare, mi hanno consentito di avere notizia dell’arrivo dei pacchetti solo il Martedì 31 Marzo mattina quando, dopo aver salutato definitivamente i ragazzi della Royal Scottish Academy of Music & Drama ed il preside del corso di laurea in Scottish Music in essere presso quell’Accademia, ho ripreso contatto con quella che potrei definire “la vita normale” !!!

Come al solito sia la R.G. Hardie & Co. che la McCallum Bagpipes sono state all’altezza della situazione.

La prima ci ha fatto dono di uno splendido Peter Henderson “Blackwood Pipe Chanter”

La seconda ci ha omaggiato con una cornamusa “ready to play” tratta dalla nuova linea di cornamuse in “Black Acetyl” appena sfornata e lanciata sul mercato.

Sin dal Dicembre dello scorso anno Stuart McCallum mi aveva anticipato il lancio della nuova linea di strumenti e nello scorso Gennaio Kenny MacLeod me ne ha mostrata una durante la permanenza della delegazione API al Winter Storm di Kansas City ma solo una decina di giorni fa ho realmente potuto avere un “contatto di terzo tipo” con questo strumento e ne sono rimasto favorevolmente impressionato sia dal punto di vista del suono sia da quello estetico.

In realtà il nostro “Piccolo Grande Uomo” (al secolo Franco Calanca) aveva già realizzato un qualcosa di simile: la cosiddetta “BikePipe” di Alberto, un prototipo con 2 bordoni, con manutenzione “0” e che poteva essere suonata anche sotto la doccia o facendo immersioni in apnea.

La “Black Acetyl” McCallum, però, rappresenta lo “sviluppo avanzato” di tale idea:

– la presenza del terzo bordone ne potenzia e completa il suono

– la lavorazione, assolutamente identica a quella di una cornamusa in legno, la rende praticamente “indistinguibile” ad occhio rispetto a quelle in blackwood o ebano.

Pubblico qui sotto solo due esempi di finitura delle cornamuse in parola riservando all’area “shop” la presentazione anche degli altri modelli con relativi prezzi.

Si, lo so …., a molti comincia ad arricciarsi il naso, qualcuno ha inarcato il sopracciglio … qualcun altro sta direttamente … vomitando !

Attenzione però! se andiamo ad esaminare le ragioni che hanno portato al parto di questa bestiolina “sintetica” tutto avrà una spiegazione e ci troveremo a condividere l’iniziativa della McCallum.

In primo luogo non dobbiamo dimenticarci che la McCallum è un’azienda giovanissima costituita da un ingegnere meccanico (Stuart McCallum) e da un piper con pregresse esperienze di pipe making (Kenny MacLeod). Quest’azienda ha letteralmente sconvolto, in termini di “numeri”, i criteri di produzione ai quali gli altri pipe maker erano abituati, anche quelli più evoluti e dotati di macchinari che consentivano una produzione “di serie” (Shepherd, tanto per citarne uno).

La McCallum è una azienda che, pur ragionando in termini “industriali” – e quindi: economie di scala, ottimizzazione dei processi di lavorazione, macchinari di altissima precisione –. non può (non può permettersi) di dimenticare di avere a che fare con un prodotto finito che rappresenta il TOP della tradizione musicale scozzese e che, vivaddio, resta pur sempre uno strumento musicale sofisticato che non può prescindere dal possesso di specifici requisiti qualitativi.

Il ragionare da “impresa” penso abbia indotto la coppia McCallum-MacLeod a tener conto del sempre crescente costo delle materie prime (abbiamo visto cosa è successo di recente in sede di rinegoziazione degli accordi di importazione di blackwood) e, quindi, del sempre crescente costo del prodotto finito.

Così come penso che “i Due” abbiano preso in considerazione anche la possibilità di “allargare” la fascia di mercato tradizionale andando ad acquisire “ora e subito” una clientela che, per effetto dei prezzi in crescita, avrebbe forse suonato alla porta di McCallum fra un anno o forse più.

Si legga dalla nota che Kenny MacLeod mi ha inviato :

… avevamo ricevuto già molte volte richieste riguardanti tale tipo di cornamusa, come ben potrai capire, questi strumenti potranno esser molto popolari come “starter set” o molto comode per lunghe “parate” in qualsiasi tipo di clima. Come noterai si tratta di uno strumento pressoché indistruttibile il che elimina il rischio di ogni rottura o danno dovuto a eccessivo caldo o freddo. E’ uno strumento anche molto semplice da pulire e per questo rappresenta l’ideale per essere trasmesso da uno studente all’altro o da un membro di una banda all’altro. Rappresenta la soluzione ideale per darti il tempo necessario per scegliere in quale modello di cornamusa in blackwood vorrai “investire” più in là il tuo denaro…

Attenzione: si è parlato di “investimento” di denaro a proposito dell’acquisto della cornamusa “finale” quella che sarà lo strumento della tua vita!!! “… nel mentre che ci pensate … eccoci qui con la nostra Black Acetyl GHB” !

Non fa una grinza! Il messaggio è una lezione di marketing e coglie nel segno. Eccellente !

Ma andiamo a vedere anche il resto: il numero di modelli ed i relativi prezzi

Le Black Acetyl sono al momento offerte sul listino API SHOP in 5 modelli e partono da un prezzo base   inferiore ai 400,00 euro per giungere a 700,00 euro per il top model (ferrules e ring caps cesellati) tutto compreso (sacca sintetica, bag cover, silk cords) tranne le ance sia del chanter che dei bordoni.

Altri siti (ma ciò non è una novità) propongono gli stessi strumenti a prezzi difficilmente giustificabili conseguenti a ricarichi che superano abbondantemente il 100% e con differenze che, rispetto al listino API (come per il modello base) superano i 200,00 euro.


Si, va bene … ma il suono ?

Suonano e suonano bene! Non è ovviamente il caso di mettersi a discutere di armonici, di questo pelino qui e di quel baffetto là !

E’ uno strumento in plastica, fatto bene, che si presenta ancora meglio e che, con le ance giuste e nelle mani giuste, fa (come direbbe qualcuno) la sua “porca figura”!

Effetti collaterali ?

Il primo (forse non considerato da McCallum) : il rapporto qualità prezzo è così vantaggioso che qualcuno potrebbe decidere di non passare all’acquisto successivo o potrebbe decidere di passare al blackwood dopo molto tempo.

Il secondo : amici cari ma ci pensate che un’idea come questa potrebbe essere equivalente ad aver scoperto il vaccino “anti pakistane” ?

Meditate gente, meditate.

P.S. :

1 – Potete già trovare le Black Acetyl sul nostro Shop (che tra l’altro a breve cambierà completamente faccia !). Avrei potuto farlo già da un paio di mesetti ma, come tutti sanno, sono una “capra” ed ho avuto qualche altra piccola cosetta da fare.

2 – a prescindere dallo Shop e in considerazione che ne abbiamo già una a costo zero, andrei a proporre al Consiglio Direttivo dell’API di acquistarne almeno altre tre (del modello base) da offrire in prova o quale “sussidio didattico temporaneo” a costo quasi “0” per studenti meritevoli o in difficoltà (temporanee).
Cosa ne pensate ?

Apro un Topic sul Forum in proposito.

Ciao !

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0 risposte a BLACK ACETYL BAGPIPES – McCALLUM

  1. Giorgio scrive:

    1. Grande Presidente, la smetta di aiutolesionarsi con epiteti tipo capra etc., sono semplicemente grato e stupito per la capacità di trainare in avanti l’associazione con iniziative di alto livello e nel contempo riuscire pure a fare l’avvocato di grido.
    2. Penso che l’iniziativa di avere alcune GHB di scorta per l’associzaione sia molto utile per familiarizzarsi con lo strumento per poi fare scelte oculate nell’acquisto e utilizzarle in occasioni estemporane. Buona idea.
    3. Che differenza c’è tra l’acetato nero e il polypenco? (vedi le Dunbar).

    • …. che il primo sia aromatizzato all’aceto e il secondo sappia di pollo?
      …. lo dicevo che sono una capra !

      No, scherzi a parte, penso che sostanzialmente si tratti della stessa cosa (delrin, polypenco, acetyl etc), forse ci sarà una diversa composizione/dosaggio di polimeri (si dice così’); in ogni caso i più indicati a dare qualche chiarimento ritengo siano Aberto, e ancora meglio, Franchino.

      Saluti
      D

      • Con tutto il dovuto timore da parte mia a produrre elogi e complimenti inerenti alla persona del Presidente, in quanto che, tutte le volte che l’ho fatto, mi ha praticamente mandato a “cagare”, con coraggio mi trovo costretto per l’ennesima volta ad espletare tutta la mia ammirazione nei suoi confronti, non solo per l’indiscutibile capacità trainante nell’associazione , ma anche per le capacità di produrre nuove idee e iniziative, come quest’ultima delle GHB di prova, volte ad agevolare chi si avvicina per la prima volta a questo strumento (iniziativa a dire il vero messa da lui già in atto da tempo, visto che almeno nel mio caso, non ha avuto scrupolo a prestarmi gratuitamente per lungo tempo una GHB sua personale per provare).Pertanto l’idea che ha avuto la “Capra” a mio avviso è ottima. Adesso scusate, prima che mi ci mandano, vado a “cagare”!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  2. Diego scrive:

    salve a tutti,
    Mi accodo ai complimenti, penso sia veramente un’idea molto utile soprattutto per le persone che, come me, non hanno la disponibilità (al momento) di comprarsene una.
    Saluti,
    Diego

    • Il ciccipuccettinismo è dietro l’angolo…
      Ferma restano la genialità e la passione del buon Duilio, torniamo all’oggetto dell’articolo.
      La proposta di fornire l’associazione di alcune cornamuse per la fruizione dei ‘novizi’ mi sembra eccellente. Il costo è irrisorio, la qualità… be’, quella vorrei sentirla anch’io per poter dare un parere MA, se penso alla mia vecchia Pakistein rimaneggiata da Franchino, sicuramente avrà un suono infinitamente migliore. Per cui, se si riesce a muovere i primi passi su un catorcio come quello…
      Vorrei invece capire meglio il discorso anti-paki: secondo voi, se uno vede una ghb made in Pakistan in un negozio non se la va a comprare prima di subito? Non vorrei sbagliare, ma ho paura che questo non cambi le cose da questo punto di vista.
      Se non si hanno gli strumenti giusti per decidere (ossia, se non si frequenta il nostro sito), difficilmente si riesce ad evitare la trappola. E, dato che per la maggior parte dei casi anche noi ci siamo cascati prima di approdare al BIG…
      Purtroppo devo tornare al lavoro, ma penso che
      1) l’acquisto delle acetyl sia da effettuare senza esitazioni; piuttosto,
      2) si dovrebbe pensare meglio a come sfruttare questa occasione per arginare l’invasione dei famigerati pakki.
      Ci pensiamo un po’ su?

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